È Jennifer Siegal la vincitrice della quarta edizione dell'arcVision Prize - Women and Architecture, premio internazionale di architettura al femminile istituito da Italcementi.
Il premio è stato assegnato all'unanimità dalla giuria, che l'ha definita “una pioniera coraggiosa nella ricerca e sviluppo di sistemi costruttivi prefabbricati, a prezzi contenuti per utenti e aree di intervento disagiati, in grado di ideare e costruire soluzioni efficaci e pratiche e un nuovo linguaggio per una tipologia abitativa mobile e a basso costo”.

L’assegnazione del Premio è avvenuta al Teatro dell'Arte della Triennale di Milano, in occasione del ritorno della XXI Esposizione Internazionale della Triennale, per sottolineare il legame tra arcVision, la rivista del Gruppo Italcementi e il mondo internazionale dell'architettura.

La progettista americana, nata nel 1965, è stata scelta dopo due giorni di lavori e confronto dalla Giuria composta anche quest’anno da professioniste di eccellenza sia in ambito architettonico che socio-economico.

La selezione è avvenuta tra Venti Professioniste, molto diverse tra loro per provenienza, ambiti e approccio alla professione di architetto, a rappresentare una fotografia puntuale e completa del panorama contemporaneo dell'architettura al femminile.

Per Jennifer Siegal, infatti, fondare lo studio Office of Mobile Design (nel 1998) è stata la diretta conseguenza del grande interesse per gli spazi “transitori”; e la sua attività si concentra proprio sulla realizzazione di strutture mobili, smontabili e riposizionabili, basata sulla ricerca di un nuovo tipo di prefabbricazione, che usa processi industriali per dare vita a edifici più efficienti e agili.

Giunto alla quarta edizione, arcVision Prize conferma la propria unicità nel panorama globale. Un importante risultato per Italcementi, ma soprattutto il segno di un progetto positivo e sostenibile, che riafferma la centralità della persona, il valore del talento, le possibilità dell’innovazione intesa come punto di equilibrio tra sviluppo tecnologico e rispetto per il territorio.

Per conoscere Jennifer Siegal

Le parole della vincitrice:
"Innovare e pensare in maniera anticonformistica fa parte del mio DNA. La mia opera e la mia attività di ricerca ne sono una dimostrazione. Attraverso di esse io metto in discussione tutto, in particolar modo l’architettura statica, pesante e poco flessibile che in qualche modo ancora ci aspettiamo, pur in un mondo che è divenuto tutt’altro.
Nel 1998 ho denominato il mio studio Office of Mobile Design (OMD), alludendo alla mia ossessione per la transitorietà. Esso si dedica al progetto di strutture portabili, smontabili, ricollocabili altrove, da case a scuole a negozi. Ma esplora anche l’universo della prefabbricazione, sfruttando i processi industriali per creare un’architettura più efficiente e agile.
I veicoli su ruota sono una parte importante dell’approccio progettuale dell’OMD, incline a esplorare le modalità in cui ogni ambiente urbano potrebbe essere reso più fruibile e dinamico nel momento in cui si prestasse a essere agganciato, rimorchiato, spinto o guidato da un posto all’altro.
Per me mobilità non significa cancellare tutto ciò che esiste, quanto piuttosto incrementare l’infrastruttura in una maniera più sensibile dal punto di vista ambientale – una maniera più intelligente di abitare il paesaggio –, che si poggi a terra con leggerezza.
Il mio studio si è guadagnato una buona reputazione non solo per l’attività di ricerca sul campo, ma anche per aver ripensato approcci radicali già esistenti. La mia architettura non è una mera “allusione a un passato fantastico”, come quello visionario delineato da Archigram, Metabolists e Ant Farm. L’utilizzo del vernacolo industriale esistente per creare il nuovo è un elemento chiave del lavoro di OMD."

BIOGRAFIA

Manhattan, NY (USA), 11 dicembre 1965
Jennifer Siegal è celebre per la sua creazione della casa mobile del XX secolo. È fondatrice e titolare dello studio Office of Mobile Design (OMD), con sede a Los Angeles, dedicato al progetto a alla realizzazione di strutture dinamiche e in armonia con l’ambiente, basate su un’architettura portabile e prefabbricata.
Ha ottenuto il Master presso la SCI?Arc, nel 1994, e nel 2003 è stata Loeb Fellow presso la Harvard’s Graduate School of Design, dove ha avuto modo di sperimentare l’impiego di materiali intelligenti, cinetici e leggeri. Nel 1997 ha lavorato per la Chinati Foundation, e nel 2004 è stata Fellow presso la MacDowell Colony nella sua città natale, Peterborough, New Hampshire. È stata Inaugural Fellow presso il Julius Shulman Institute della Woodbury University. Attualmente è Adjunct Associate Professor presso la USC.
È curatrice dei volumi Mobile: the Art of Portable Architecture (2002), e More Mobile: Portable Architecture for Today (2008). È stata fondatrice e curatrice della serie Materials Monthly (2005?6), pubblicata da Princeton Architectural Press. Una monografia a lei dedicata è stata pubblicata nel 2005.

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