Il vetro, per chiudere le aperture degli edifici, si è sempre usato sin dall'epoca romana per distinguersi poi, nel medioevo, in uso decorativo specialmente nelle vetrate artistiche di chiese e basiliche.

Le origini

In ambito religioso, per favorire una funzione narrativa delle sacre scritture per una popolazione quasi totalmente illetterata, si sviluppa l'utilizzo di vetrate colorate a dimensioni contenute. Solo a partire dal XIII secolo le vetrate si ingrandiscono anche conservando il precipuo scopo narrativo, utilizzando sia la tecnica della tessitura al piombo sia la pittura su vetro.

Ma si deve giungere fino al XV-XVI secolo per trovare una pittura su vetro più minuziosa e con colori più brillanti. La realizzazione di vetrate, che prima era considerata un arte miniore perchè quasi sempre relegata agli edifici religiosi, inizia ad essere utilizzata nella decorazione di ville importanti, palazzi nobiliari ed edifici governativi.

Con le varie esposizioni universali, dell'Ottocento e del Novecento, si riesce a portare alla ribalta un'arte che diventa sempre più espressiva, anche grazie alla scoperta di un nuovo tipo di vetro non più trasparente (come quello usato prima) ma vari strati di vetri sovrapposti per poter ottenere un aspetto opalescente.
Mentre l’Ottocento riscopre con entusiasmo la vetrata medievale, il Novecento la reinventa usando tecniche e forme espressive completamente nuove.

Landscape di Louis Comfort Tiffany - 1905

Il Liberty

A partire dallo stile Liberty, attraverso l’Espressionismo, la nuova oggettività e il Bauhaus, i vari movimenti artistici danno ispirazione ad un artigianato maturo delle vetrate artistiche.

Basta qui ricordare l’esposizione di Chicago del 1893 per evidenziare come lo stile di Louis Comfort Tiffany (che nel 1885 aveva aperto un suo studio a New York), figlio del famoso creatore di gioielli Charles Lewis Tiffany, fosse una novità assoluta diventando uno dei più produttivi di quest’epoca.
Si definisce, infatti, "Vetro Tiffany" una realizzazione in vetro composto su un'intelaiatura di rame poi stagnata, molto simile all'effetto delle vetrate gotiche del periodo medievale, ma con effetti cromatici eccezionali per vetro opalescente o iridescente.

A Louis C. Tiffany si da il merito di portare il paesaggio nella vetrata e di trasportare la vetrata in oggetti di uso comune come suppellettili e le famose lampade Tiffany, entrate nell'immaginario comune quali emblemi dell'Art Nouveau.

L'epoca moderna e contemporanea

Dopo la seconda guerra mondiale inizia per la vetrata un periodo nuovo di sperimentazione, ed è bene ricordare, per sintesi, l'intervento artistico di Marc Chagall alla Cattedrale di Reims o la realizzazione di Henri Matisse (alla fine degli anni cinquanta) dei bozzetti per le vetrate della Cappella del Rosario a Vence (Francia), con netta ispirazione della sua vena pittorica fatta di colori forti e sgargianti.

La vetrata diventa in epoca moderna una ricercata espressione artistica che utilizza anche la chimica per ottenere svariati colori con l'uso di pigmenti o di acidi diversi.
La vetrata contemporanea riesce, quindi, ad inserirsi nelle costruzioni moderne, pubbliche o private, dove le nuove strutture portanti lasciano ampi spazi di intervento al vetro trasparente o ai vetri colorati.

Le vetrate acquisiscono un linguaggio astratto che si caratterizza per forme, pittura ed effetti speciali ben lontani dal figurativismo del passato.
La fantasia e l'estro creativo galoppano, quindi, negli ultimi 30-40 anni, facendo sì che si assista allo sviluppo di vetri decorativi in ambito di arredo e interior design: porte, pannelli divisori, porte scorrevoli, porte d'entrata, specchi, finestre, antine, sopraluce, lucernari, mobili e complementi d'arredo.

I grandi artisti moderni (come Mirò e Kandinsky) vengono abbondantemente copiati e imitati, favorendo una grande diffusione di questa decorazione d'interni che si colloca egregiamente in qualsiasi ambito residenziale.

Le varie rappresentazioni visive, realizzate con vetri colorati, giocano con la luce creando effetti mirabili che si diffondono negli spazi dando atmosfera e comfort ambientale.

Arch. Lorenzo Margiotta

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