OrtiAlti è un progetto per realizzare e gestire orti di comunità sui tetti piani di edifici di vario genere (scuole, biblioteche, condomini, edifici per uffici, edifici produttivi, supermercati), tramite il coinvolgimento diretto delle comunità che li abitano o li utilizzano.

Il team di OrtiAlti, tutto al femminile, è composto da "Architette, entrambi dottori di ricerca, urbaniste competenti. Colleghe, ma in primo luogo amiche. Con una visione comune: orti di comunità sui tetti delle case di città", così definito da Laura Sacco - Osservatorio sull'Economia Civile di Torino.

Orti di comunità, quindi, come fonte di benessere e mezzo di aggregazione nei quartieri di Torino: il progetto OrtiAlti riutilizzerà in chiave sostenibile i tetti della città per coniugare innovazione e sostenibilità.

L’idea nacque nel 2010, quando lo studio di architettura STUDIO999 di Torino realizza Oursecretgarden sul tetto dell'edificio in cui ha sede il loro ufficio, in collaborazione con gli abitanti stessi dell’edificio.

Nasce così Oursecretgarden, il prototipo di un tetto verde a Torino attrezzato ad "orto", che partecipa al bando Start up di imprenditoria sociale promosso da Unioncamere, vince il Premio Innovazione Amica dell’Ambiente 2010 di Legambiente Italia,è selezionato come miglior intervento per l’Austrian Best Private Plot Award 2012, e vince WE-Women for Expo, il concorso "in rosa" di Expo Milano 2015 per valorizzare il talento e la capacità progettuale delle donne.

Con questa vittoria il progetto OrtiAlti approda al Padiglione Italia di Expo Milano 2015.
Secondo gli organizzatori dell'Expo infatti, nella generale crisi economica, sono le donne il nuovo ceto produttivo, si moltiplicano le aziende a leadership femminile, con un particolare focus sul tema dell’agroalimentare, della biodiversità, della tutela e del rispetto dell’ambiente.

Il Padiglione Italia ospiterà quindi le iniziative vincitrici del concorso per imprenditrici "Progetti delle donne" e "Progetti per le donne", sezione speciale dedicata proprio all’imprenditoria femminile.

Alessandra Agrimoni

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