Varato il DPEF 2002 2006Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Presidente Berlusconi e del Ministro dell'Economia e delle Finanze Tremonti, il Documento di Programmazione economico-finanziaria che fissa la strategia di politica economica per gli anni 2002-2006.
L'eredità tendenziale trasmessa dalla passata legislatura indica un andamento modesto della crescita economica e una evoluzione della finanza pubblica che neppure nel 2006 consentirebbe di raggiungere il pareggio di bilancio. Con il DPEF il Governo si propone di far compiere al Paese un balzo in avanti strutturale e permanente nei ritmi di sviluppo, che porti l'Italia a realizzare tassi di crescita superiori al 3% per l'intera legislatura. L'azione di politica economica per il rilancio dell'economia, in parte anticipata nei provvedimenti dei "100 giorni", che sono parte del presente Documento, include:
- investimenti pubblici per 100mila miliardi di lire, il 50% dei quali finanziati con capitali privati;
- una riforma fiscale mirante a ridurre dell'1% l'anno per cinque anni la pressione fiscale complessiva, nonché una riduzione dell'1% l'anno dell'aliquota dei contributi sociali al fine di comprimere il "cuneo fiscale";
- un contenimento della crescita della spesa corrente nell'ordine dell'1% di PIL all'anno;
- l'adeguamento ad 1milione al mese delle pensioni minime, a partire dal 2002 iniziando dai soggetti più anziani e più deboli, nonchè aumenti retributivi per il settore pubblico pari al tasso d'inflazione programmata più l'1% di eventuali incrementi di produttività;
- privatizzazioni per circa 120mila miliardi distribuiti secondo un profilo decrescente nel corso della legislatura;
- interventi in materia di scuola, ricerca e infrastrutture, misure a tutela dell'ambiente e della salute, misure in materia di sicurezza, giustizia, difesa e rapporti internazionali;
- riforme del mercato del lavoro e della previdenza, accelerazione delle liberalizzazioni, interventi per la crescita delle imprese e il rilancio del Mezzogiorno. In particolare, per le pensioni, la riforma si articolerà sui principi della liberalizzazione dell'età pensionabile, della certezza dei diritti, dell'equità dei trattamenti e della giustizia di base.
La spinta propulsiva che deriverà dall'insieme di tali provvedimenti si valuta in una maggiore crescita di un punto percentuale medio annuo rispetto al quadro tendenziale. Già nel 2001 si potrà registrare un effetto positivo - se pur lieve - sullo sviluppo, che salirà dal 2,3 al 2,4%. Nel quinquennio gli investimenti privati cresceranno a tassi medi annui doppi rispetto a quelli stimati in assenza di politiche.
Il tasso di disoccupazione scenderà nel 2006 al 7% contro l'8,7% tendenziale e il tasso di occupazione sfiorerà il 60%. Per l'inflazione si prospetta una discesa progressiva a tassi prossimi all'1%; per il 2002 il tasso d'inflazione programmato è fissato nel DPEF all'1,7%.
Per essere pienamente efficace è indispensabile che questa azione di politica economica avvenga nel pieno rispetto delle compatibilità macroeconomiche e degli impegni nei confronti dei partners europei.
Quanto alla finanza pubblica l'evoluzione dei primi sei mesi ha evidenziato uno scostamento pronunciato dell'indebitamento netto della Pubblica Amministrazione rispetto all'obiettivo programmatico, fissato allo 0,8% nel 2001, con un peggioramento complessivo di oltre l'1% del PIL. La volontà di conseguire pienamente gli obiettivi fissati nel Patto di Stabilità e Crescita induce il Governo ad operare con fermezza per ricondurre l'andamento dei conti pubblici 2001 entro il livello programmato. Il Governo mutua tali obiettivi dagli impegni che il Paese ha preso in Europa. E' per il rispetto delle procedure che regolano il dialogo sulla politica economica con i nostri partners europei che vengono assunti tali obiettivi. Il Governo è pienamente consapevole della difficoltà connessa al conseguimento dell'obiettivo, sia per lo stato dei conti pubblici ereditato dal precedente esecutivo, sia per l'indebolimento della congiuntura e la brevità del tempo a disposizione.
In autunno, prima dell'avvio della sessione di bilancio per il 2002, il Governo fornirà un'apposita nota di aggiornamento del DPEF.
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