Oggi il sistema catastale italiano viene gestito in maniera digitale. Da ormai qualche anno l’Amministrazione ha adottato delle procedure che permettono ai professionisti abilitati di presentare su supporto informatico e trasmettere via web le richieste di variazione delle informazioni catastali.
In questo modo è possibile registrare quasi in tempo reale nelle banche dati gli esiti degli aggiornamenti proposti, alimentando questo enorme archivio che diventa, giorno dopo giorno, una fotografia sempre più precisa e attuale degli immobili in Italia.
Basti pensare che solo nel 2018 sono stati presentati 1,77 milioni di aggiornamenti (1,43 milioni di unità immobiliari urbane classate e 340mila tipi mappali e frazionamenti approvati), utilizzando strumenti messi a disposizione dell’Agenzia come la “scrivania del territorio”, l’applicativo tramite il quale i professionisti possono interrogare, dal proprio ufficio, i dati di interesse per la predisposizione degli atti tecnici.

Anche l’archiviazione degli atti di aggiornamento catastale, dal 2016, avviene in maniera informatica. Il Sistema di Conservazione dei Documenti digitali (SCD) ha, infatti, permesso di interrompere l’archiviazione cartacea.

Allo stesso modo, i documenti di Pubblicità immobiliare, quelli cioè che interessano, ad esempio, le trascrizioni e le iscrizioni ipotecarie, le cancellazioni e le altre formalità relative ai beni immobili, oggi sono conservati digitalmente, con importanti vantaggi in termini di trasparenza, efficienza e spending review.

Questo enorme patrimonio viene messo a disposizione non solo dei professionisti, ma anche dei cittadini.

Da quasi 5 anni, ormai, i contribuenti abilitati ai servizi Fisconline ed Entratel dell’Agenzia delle Entrate possono consultare gratuitamente e comodamente dal proprio pc le informazioni relative alla casa di loro proprietà, come la visura catastale, la mappa con la particella terreni, la planimetria dell’unità immobiliare, l’ispezione ipotecaria e il titolo (se inviato telematicamente). Inoltre, oggi il contribuente può accedere anche alle visure catastali storiche generalizzate di singole unità immobiliari e «navigare» sulla mappa catastale cartografica, oltre alle visure ipotecarie personali.

Per avere un’idea del flusso di dati gestito dall’Amministrazione basta leggere queste cifre: nel 2018 sono state effettuate 51,4 milioni di consultazioni delle banche dati catastali, di cui il 93,3% in maniera telematica, e 47,2 milioni di consultazioni delle banche dati ipotecarie, telematicamente nel 94,6% dei casi.

Fonte: FiscoOggi.it

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