VI Congresso Nazionale ArchitettiSi è concluso egregiamente a Bari - il 1° novembre scorso - Il Congresso Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

Dai documenti provenienti dagli Ordini e gli esiti
dei forum che si sono tenuti durante i tre giorni di dibattito, è emerso che il Congresso, ha riaffermato:

- La centralità del "sistema architettura" nei processi di trasformazione del territorio ed il ruolo essenziale dell’architetto quale professionista garante della qualità complessiva del
processo;
- e che non può esistere qualità architettonica senza fruibilità ed accessibilità per tutti e che non può essere ignorato il rapporto con le esigenze delle "persone reali" compresi coloro che hanno svantaggi motori e/o sensoriali.

Il Documento finale Congressuale, inoltre, esprime il proprio sostegno alla promulgazione di norme quadro nazionali:
- per l’architettura
- per il governo del territorio e per la tutela, la valorizzazione e la gestione dei beni Culturali e Ambientali
- per le professioni (la loro definizione, organizzazione e i sistemi di rappresentanza)
- per l’accesso alla professione e il tirocinio
- per la gestione organizzativa e fiscale delle professioni.

Infine, con le dichiarazioni finali è stato evidenziato:

- che le professioni intellettuali e il sistema ordinistico nel quale sono organizzate, stante i ritardi e le contraddizioni che si registrano tra la legislazione regionale e nazionale di
settore, si pongono come elemento di armonizzazione dei diversi livelli legislativi enucleando quei principi generali che i "saperi professionali" ben conoscono in quanto qualificanti la loro professione;

ed è stato dichiarato (tra l'altro):

- che il gap tra la cultura professionale (architettonica e paesaggistica) e l’opinione pubblica è così sensibile da rendere urgente la programmazione di iniziative per una campagna informativa e di sensibilizzazione per avvicinare i cittadini italiani
all’architettura: alla comprensione, al gusto e alla passione per l’architettura (in particolare quella moderna) e per il paesaggio e per la nostra professione.
- che occorre rendere coscienti cittadini e governanti che, se la qualità architettonica costituisce un reale obiettivo della società, la qualità del nostro paesaggio architettonico e del nostro ambiente quotidiano dipende sostanzialmente dalla crescente consapevolezza
che ogni cittadino saprà dimostrare nel prendere decisioni o dare commesse nel campo dell’architettura.

E' stato anche ribadito che i grandi progetti, così come i piccoli interventi in luoghi decentrati o periferici, hanno la potenzialità decisiva di trasformare le nostre vite attraverso l’architettura.

Essi rivestono, infatti, un ruolo strategico per il rinnovamento del
Paese e costituiscono, spesso, una risorsa non rinnovabile.

In tale ottica i concorsi sono uno dei principali strumenti a disposizione degli amministratori e degli investitori e realizzano nel concreto la Democrazia urbana.

Quindi il "concorso" - come metodo di scelta dei progetti da parte dell’ente banditore pubblico o privato - appare in tutta evidenza il metodo migliore per individuare la qualità di un intervento: confronti e giudizi critici consentono infatti di valutare alternative
e scegliere la migliore "concezione".

Il concorso infatti, quale elemento di mediazione tra pianificazione e progetto dell’opera, concretizza, attraverso forme allargate di valutazione, nuove regole di democrazia urbana.
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