Nell'ambito della mostra Reverie, bi-personale di Melissa Moore e Alberta Pellacani, la Galleria Metronom ospita un incontro dal titolo Utopia e Paesaggio: immaginare e progettare il territorio.

Utopia e paesaggio Immaginare e progettare il TerritorioDurante la serata di mercoledì 20 marzo, a partire dalle ore 21.00, gli architetti Carla Ferrari e Anna Taddei dialogheranno con l'artista Alberta Pellacani sul tema della progettazione urbana.

L'attività dell'architetto è prevalentemente pratica, la realizzazione di un progetto ha in sé la necessità di un lavoro concreto e che prevede di "sporcarsi le mani". Allo stesso tempo, nella sua prassi e nella sua storia, l'architettura si è confrontata con i concetti di utopie, si è confrontata con un "altrove" immaginario che può non esistere fisicamente ma che prende forma nella mente di chi lo progetta, che siano le città, le periferie o gli spazi aperti delle campagne.
Analogamente la fotografia si è confrontata con la tradizione di rappresentazione paesaggistica e con l'esigenza di raccogliere e di comprendere la natura contraddittoria del mondo, andando nella direzione di una riconfigurazione del visibile.

La valenza del termine Utopia è ambigua, usata con connotazioni sia positive che negative: può essere la possibilità di raggiungere una realtà altra, vicina a un ideale di perfezione o essere intesa come a un riferimento poco concreto e astratto a un qualcosa di solo vagheggiato e difficilmente attuabile.

Come si legge su ModenaToday.it: "L'anello di congiunzione, la strada comune che fotografia contemporanea e architettura condividono è quella del confronto con l'immaginazione. Se da un lato le fotografie di Melissa Moore e di Alberta Pellacani tendono a guidare lo spettatore verso un uso dell'immaginazione che diventa affinità con ciò che è negato (allo sguardo, alle possibilità reali di comprensione), la visione di prospettiva, sia spaziale sia temporale, di colui che interviene praticamente sul paesaggio apre a un tentativo di raggiungere un cambiamento che sia ideale, sia in termini di spazio urbano che di spazio naturale.

Il paesaggio di Modena è stato sconvolto da un tragico evento naturale. A coloro ai quali è affidato il compito di ridisegnarlo, proteggendone gli scampoli di integrità, è richiesta proprio questa ambivalenza di pensiero, quella di una capacità concreta di lettura del dato oggettivo, e, allo stesso tempo, di avere sguardo aperto a immaginare il futuro di un territorio in bilico, ma mai come ora necessario per vivere e per condividere."

Galleria Metronom (Viale Giovanni Amendola 142, Modena)
20/03/2013
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