La crisi ha cambiato i modelli di sviluppo: i temi dominanti dei nuovi processi sono oggi consumo di suolo e rigenerazione urbana. Obiettivi che si possono raggiungere solo se si riesce a realizzare una alleanza tra pubblico e privato sulle strategie e le azioni per la città.

Questa la tematica di fondo del convegno Audis a Urbanpromo 2015, che si svolgerà alla Triennale di Milano il 17 novembre prossimo, e che sarà affrontata con ampio dibattito in tre sessioni.

Prima sessione

Verso nuovi piani: consumo di suolo e rigenerazione urbana. La riconversione delle aree industriali dismesse è ferma; con la crisi si sono aggiunti migliaia di capannoni chiusi per cessata attività. I piani urbanistici tradizionali non servono più, occorrono nuove strategie e nuovi percorsi. Come si stanno muovendo i Comune più avanzati? La disciplina urbanistica è necessaria ma non sufficiente: occorrono altri presupposti. A quali condizioni gli operatori privati sono disponibili ad impegnarsi con nuovi progetti? E’ possible individuare percorsi comuni e condivisi?

Seconda sessione

Rinnovo edilizio e riqualificazione delle periferie: interrelazioni e punti di contatto. Il rinnovo edilizio a scopo risparmio energetico è l’unico comparto del settore edilizio che attualmente tira. Tutto questo va bene, però non è che rinnovando mille edifici si rinnovi automaticamente la città. Occorre riqualificare la città pubblica, soprattutto nelle periferie più disagiate, adeguando le infrastrutture, i servizi, gli impianti tecnologici. Le amministrazioni non hanno risorse sufficienti. E’ possibile coinvolgere i privati in questa impresa? come? A quali condizioni?

Terza sessione

Il driver Europa: requisiti di fattibilità, qualità e sostenibilità dei progetti. Il programma europeo 2014/202 assume la città come motore dello sviluppo e mette a disposizione cospicue risorse per la rigenerazione urbana. L’Italia si è finora dimostrata partner scarsamente qualificato e poco efficiente. La Comunità Europea richiede però precisi requisiti di fattibilità, qualità e sostenibilità dei progetti. Amministrazioni, professionisti, imprese, sono attrezzati ai nuovi compiti? Come nel 1995 con i PRU, diventa essenziale sperimentare nuovi percorsi anche al fine di mettere a disposizione di tutti gli interessati un patrimonio di buone pratiche al quale attingere.

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