Periferie, tema sensibile della società odierna sul quale la buona politica si interroga. Perché, se è vero che le città sono incubatori di sviluppo, di ricerca, di cultura, è altrettanto vero che le loro periferie generano talvolta paura, intolleranza, violenza.

da dx: Carmela Rozza, Pierfrancesco Majorino, Don Virginio Colmegna, Marilisa d'Amico, Achille Colombo Clerici

E’ indispensabile quindi “ricucire” centro e margini (a Milano, per citare, Adriano, Giambellino, Lorenteggio, Barona) i cui problemi sono accresciuti da una immigrazione rapida quanto incontrollata che la politica spesso non sembra in grado di gestire.
E al centro dell’operazione di recupero c’è la casa che è non solo un tetto, ma il luogo dove, con la famiglia che vi risiede, si forma la società.

Su questo tema studiosi, operatori sociali, imprenditori, politici si sono confrontati nel convegno “La città diffusa: idee per la rinascita delle periferie: riqualificazione del patrimonio edilizio, sicurezza e legalità, integrazione, diritti e welfare” svoltosi all’ Università degli Studi, Dipartimento di diritto pubblico italiano e sovrannazionale, organizzato da Marilisa D’Amico, Ordinario di diritto costituzionale e voluto da Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia.

Al tavolo dei relatori, inoltre, don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità; Carmela Rozza, assessore alla Sicurezza del Comune di Milano; Pierfrancesco Majorino, assessore Politiche Sociali, Diritti e Salute del Comune di Milano.

Se per D’Amico tutte le questioni sociali sono legate da un filo rosso che porta all’art. 2 della Costituzione “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”, per Colombo Clerici la politica della casa mostra, da sempre, una pressoché totale inefficienza riassumibile in: carenza di alloggi sociali (in Italia il 4% sul totale quando i Paesi del Nord e la stessa Francia vantano quote dal 17 al 40 per cento); normative complesse e farraginose (migliaia): ad esempio, i 134 Comuni che compongono la Città Metropolitana di Milano hanno regolamenti urbanistici e normative di fiscalità locale diversi l’uno dall’altro; penalizzazione della locazione privata, e quindi di chi la casa non la può o non la vuole comprare.

Con queste premesse, si chiede e chiede Colombo Clerici, come è possibile impostare una politica di rigenerazione urbana?

"La cultura del nemico e della paura non produce sicurezza": don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità, non nasconde il suo sconforto per la piega che ha preso il dibattito a livello politico su temi sociali come l'immigrazione e la povertà.
Qualsiasi progetto di riqualificazione dei quartieri deve partire dalla costruzione del "senso di appartenenza ad una comunità", che si basi sulla solidarietà. Oggi abbiamo il problema che la paura e la rabbia stanno disgregando il tessuto sociale.
La cultura del nemico ottiene l'effetto opposto, creando ancora più povertà, solitudine e rabbia. Nei momenti di difficoltà occorre invece mettere in campo risposte innovative, coltivare la solidarietà.

Istituto Europa Asia IEA, EUROPASIA, Europe Asia Institute

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