Non volendo cadere nella tristezza per la delusione costante di una edilizia poco entusiasmante e sperando sempre nella grande arte della bella Architettura, sfogliamo oggi alcune foto di una residenza privata che, partendo dallo studio approfondito dello stile Bauhaus (la mitica scuola viennese dei primi anni del secolo scorso), evidenzia una influenza delle migliori esperienze della scuola giapponese integrata nel caldo clima mediterraneo del nord di Israele.

Una villa stile BauhausIl team di progettisti del famoso studio Pitsou Kedem - Architects di Tel Aviv (Pitsou Kedem, Irena Goldberg, Hagar Ben Tzvi) ha progettato una splendida villa nel cuore del quartiere francese di Haifa noto per il gran numero di residenze progettate con lo stile architettonico del Bauhaus.

Il Residence Contemporary Bauhaus in Haifa esprime in pieno la visione architettonica dello Studio Pitsou Kedem che combina insieme tutti quegli elementi che collegano uno stile contemporaneo con molte caratteristiche del minimalismo austero dell'architettura giapponese.

Infatti "la sofisticazione e il minimalismo che esisteva al periodo di massimo splendore del periodo Bauhaus sono stati tradotti, in questa ultima reincarnazione, in una proprietà di purezza spaziale prestigiosa", come sostengono al Pitsou Kedem Architects.
Del resto gli architetti del famoso studio di Tel Aviv operano da sempre in una realtà cittadina che ancora testimonia "de visu" i concetti ispiratori della conosciutissima scuola viennese di architettura, arte e design iniziata da Walter Gropius.

La città di Tel Aviv, infatti, tra gli anni 20 e 40 del secolo XX fu una città economicamente fiorente e testimone di un cambiamento sociale e culturale che portò a realizzare, all’interno della città, la cosiddetta “Città Bianca": un unico e splendido quartiere residenziale che comprendeva 4.000 edifici, dei quali attualmente ne rimangono circa 1.000.
Gli edifici, progettati dai migliori architetti della città, presentano ancora oggi quello stile Bauhaus inventato in Germania nel primo dopoguerra che ha dato origine ad un particolare stile israeliano che fu in seguito adattato al caldo clima Mediterraneo e quindi anche alle atmosfere della città mediterranea.

Gli architetti ed i designer della città non immaginarono di certo che la loro scelta di utilizzare lo stile architettonico Bauhaus avrebbe reso Tel Aviv il più grande museo a cielo aperto del mondo di questo rinomato stile.
E proprio per questa sua peculiarità la città di Tel Aviv è stata inserita nel 2003 nella lista delle 56 città storiche del mondo, divenendo poi una delle moderne città poste sotto la tutela dell’UNESCO e considerata patrimonio irrinunciabile dell’umanità.

Va quindi ricordato che lo stile Bauhaus si prefiggeva l’obiettivo di creare un nuovo, semplice linguaggio architettonico basato sulla chiarezza e l’essenzialità delle forme caratterizzate da uniformità di colore e finiture semplici.

E la spettacolare villa in Haifa è stata progettata sfruttando al massimo l'abbondante luce naturale e l'uso di materiali privi di rivestimenti esterni.
Costruito tra il 2008 e il 2010, l'insieme architettonico si articola con una superficie di 450 mq abitabili e più di 500 mq di giardino.
Ma ciò che distingue il Residence Contemporary Bauhaus è il suo modo di sfruttare al massimo gli spazi aperti e la luminosità della città, permettendo una fruizione magnifica degli spazi interni che si integrano perfettamente con la piscina che percorre tutta la facciata principale.
E' questa, infatti, la visione architettonica principale della casa che è stata espressa dall'architetto in un programma libero -caratterizzato dallo spazio centrale- in cui si realizza la continuità spaziale attraverso l'esistenza di abbondante luce naturale.

E' attorno a questo spazio centrale che tutta la casa è stata progettata: e nel tentativo di rendere questo spazio più caratteristico, gli architetti hanno realizzate le pareti con pannelli in calcestruzzo a vista e una grande biblioteca sul muro come motivo centrale.
Il design complessivo è semplice e pulito nei toni del bianco e del grigio con sfumature di colori intensi, al fine di vivacizzare l'atmosfera.
E' così che gli architetti combinano materiali modesti come il cemento, il vetro, il legno e l'acciaio - tanto per l'interno che per l'esterno - aumentando così il tono impostato dell'architettura giapponese e del Bauhaus.

Arch. Lorenzo Margiotta
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