Stop alle graduatorie infinite e inique e avvisi pubblici per l’assegnazione rapida degli alloggi; possibilità per i Comuni ad alta tensione abitativa di adottare provvedimenti d’urgenza per la consegna degli alloggi.
E poi, istituzione di un sistema di accreditamento, per cui i servizi abitativi potranno essere forniti anche da operatori privati accreditati.

Tra le novità della nuova legge sulla casa anche:
- un contributo regionale di solidarietà che copre le spese di canone e servizi per i nuclei familiari indigenti, con uno stanziamento triennale di 55 milioni di euro;
- incentivi urbanistici per realizzare nuovi alloggi da destinare a servizi abitativi pubblici e sociali;
- azzeramento del contributo sul costo di costruzione e la riduzione degli oneri di urbanizzazione.
Queste, in sintesi, alcune delle novità più significative introdotte dalla legge sui servizi abitativi, approvata martedì scorso in Consiglio regionale con 41 voti a favore e 28 contrari: hanno votato a favore il gruppi di maggioranza, contrari Patto Civico, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.

Come ha spiegato il relatore Carlo Malvezzi (NCD), il provvedimento introduce in Lombardia il concetto che “le politiche abitative sono politiche sociali e non politiche edilizie. La legge - ha sottolineato Malvezzi - sostiene concretamente la persona e la famiglia attraverso un contributo regionale e inoltre introduce il mix abitativo, un nuovo sistema di assegnazione che attua l’integrazione sociale e che vedrà gli alloggi abitati da anziani, famiglie di nuova formazione, famiglie monoparentali, disabili e appartenenti alle forze di polizia”

“Finalmente abbiamo una legge che considera le politiche abitative per quello che devono essere. Questa è una legge che tutela i più deboli - ha detto il Vice Presidente di Regione Lombardia e Assessore regionale alla Casa e housing sociale Fabrizio Sala (Forza Italia)".

Tra le altre novità del provvedimento, quindi, anche:
- la frequenza degli avvisi pubblici (almeno due l’anno),
- la piattaforma informatica per la presentazione della richiesta di alloggio,
- percorsi di presa in carico dei soggetti più deboli attraverso i servizi sociali, con l’obiettivo di seguire da vicino l’evoluzione e le condizioni della persona interessata,
- i contratti di locazione saranno temporanei e rinnovabili,
- i controlli sul reddito e sui requisiti di permanenza saranno annuali.

La posizione di Forza Italia è stata espressa anche da Fabio Altitonante che ha sottolineato come “con questa legge non ci saranno più quartieri ghetto, ma ci sarà una reale integrazione sociale con un mix abitativo che risponde ai bisogni della nostra società. Pensiamo agli anziani, alle giovani coppie, alle persone sole, ai disabili, agli appartenenti alle forze di polizia, che così saranno ancor più presenti nei nostri quartieri. Abbiamo creato un modello vincente e innovativo, che potrà essere preso come esempio anche da altre grandi realtà italiane ed europee”.

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