Il Museo del Prado di Madrid ha annunciato che Norman Foster e Carlos Rubio hanno vinto il concorso (bandito nel mese di marzo scorso) per rimodellare la 'Hall of Realms', una ex ala di uno storico palazzo del 17° secolo, che ospitava il vecchio Museo dell'Esercito fino al 2005, acquisito poi dal Prado nel 2015.

Vista dell'ingresso. Progetto Norman Foster e Carlos Rubio. Foto del Museo del Prado.

Già nel 1995 il governo spagnolo aveva proposto l'idea di ripristinare l'unica parte superstite del palazzo del 'Buen Retiro' di Filippo IV, ma l'iniziativa era stata ostacolata da anni di austerità. L'edificio è stato ufficialmente assegnato al vicino Prado lo scorso ottobre.

L'intento era quello di aprire il nuovo spazio espositivo (di ben 5.000 mq.) entro il 2019, in occasione del 200° anniversario del museo. Ma questa prospettiva ora sembra irrealizzabile, come indicato da quotidiani spagnoli, dato che la costruzione probabilmente inizierà nel 2018.

L'architetto britannico sir Norman Foster, in collaborazione con l'architetto spagnolo Carlos Rubio, ha vinto il concorso internazionale per rimodellare la Sala dei Regni come una nuova ala del prestigioso Museo del Prado di Madrid.

Il progetto vincitore di Foster + Partners e Rubio Arquitectura, intitolato "Hidden Design", è stato selezionato tra una rosa di 47 candidati, di diversi nomi prestigiosi, tra i quali David Chipperfield Architects, Rem Koolhaas e OMA.

La giuria, come espresso da un comunicato stampa del museo, ha individuato i principali meriti del progetto vincitore, per "l'alta qualità della proposta architettonica, che rispetta ed enfatizza la struttura preesistente adattandola alle attuali esigenze; il modo intelligente in cui questo progetto soddisfa i requisiti museografici attuali; l'esperta integrazione dell'edificio nel suo ambiente e nel contesto generale del campus Museo del Prado; e lo studio efficiente dei costi".

"Hidden Design" propone infatti un nuovo ingresso sulla facciata sud dell'edificio, con un nuovo spazio dell'atrio che, estendendosi oltre la facciata storica, ne garantisce la protezione e la conservazione. Un nuovo tetto, poi, sormontato da pannelli solari, darà luce naturale ad un ulteriore ampio spazio espositivo, che si affaccia sul complesso museale principale.

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