Ieri, in tarda mattinata, è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il nuovo codice degli appalti pubblici.

La Fondazione Architetti e Ingegneri - Inarcassa, molto delusa e sfiduciata, aveva già commentato criticamente in precedenza lo schema di decreto sul nuovo codice .

A tale scopo aveva informato gli iscritti di aver trasmesso le sue forti critiche osservazioni, all'attenzione del Ministro delle Infrastrutture Dott. Delrio e del Vice Ministro Sen. Nencini, per manifestare la inevitabile preoccupazione per un testo che tradisce i principi e i criteri direttivi dettati dal Parlamento, con il quale peraltro il livello di dialogo era stato eccellente fin dalle prime fasi.

La Fondazione aveva già rilevato che, qualora dovesse essere confermata la mancanza nel nuovo codice degli appalti di una disciplina specifica ed organica per i servizi di ingegneria e architettura, a garanzia concreta della centralità e qualità della fase progettuale (tra l'altro più volte evidenziata nella legge di delega), "si commetterebbe un errore gravissimo, che andrebbe a danneggiare senza rimedio il mercato dei lavori pubblici, tradendo l’ispirazione di fondo della legge di delega e le aspettative del settore".

Il comunicato

Con queste parole Andrea Tomasi, Presidente di Fondazione Inarcassa, ha commentato lo schema di decreto del nuovo codice degli appalti.

"Siamo delusi e preoccupati - si legge nel comunicato stampa di mercoledì scorso - perché il decreto legislativo di attuazione della delega per la riforma del codice dei contratti pubblici non tiene nella dovuta considerazione la centralità della fase progettuale, fondamentale per la buona riuscita di un’opera pubblica, come più volte ribadito anche dal Ministro Delrio”.

"La centralità del progetto, espressamente valorizzata nella legge di delega, non ha trovato adeguato sviluppo nel codice. Pertanto, la valutazione positiva che abbiamo più volte espresso durante l’iter di elaborazione della delega conferita dal Parlamento al Governo, non può che tradursi oggi in un profondo dispiacere per l’assenza di una disciplina organica degli appalti dei servizi di architettura e di ingegneria”.

"Ci auguriamo – concludeva il comunicato - che in sede di esame il Consiglio dei ministri prenda
consapevolezza della necessità di intervenire sul tema della qualità del progetto e che le commissioni parlamentari competenti chiamate a rendere parere sul testo, e in particolare i relatori della legge di delega (Senatore Esposito e l’Onorevole Mariani), mettano in luce queste criticità. Auspichiamo, inoltre, una più attenta riflessione del Governo su questi aspetti e una disponibilità ad accogliere le sollecitazioni provenienti dagli operatori del settore anche in questa ultima, decisiva fase dell’iter legislativo".

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