Il Ministro per i beni e le attività culturali, Sandro Bondi, si legge in una nota ufficiale, "che segue da tempo in prima persona la delicata questione riguardante la pavesata installazione di un impianto di produzione di energia eolica nelle immediate vicinanze dei siti archeologici di Sepino e Pietrabbondante, ha incaricato i propri uffici di convocare al più presto un tavolo interistituzionale di tutte le realtà coinvolte al fine di prendere in esame con la dovuta attenzione la vicenda".

Un tavolo tecnico per l eolico in MoliseA questo tavolo straordinario dovrebbero partecipare tutti i soggetti coinvolti (Governo, Regione Autonomie Locali, Comitati di cittadini ed Imprese) per trovare il modo di scongiurare uno scempio gravissimo, che se perpetrato sarebbe un’ulteriore pagina nera del nostro Paese.

Si tratta di tutelare i siti archieologi di Altilia-Sepino e di Pietrabbondate, in Molise, dove dovrebbero esser installate decine di pale eoliche.
Sono aree di inestimabile valore paesaggistico e culturale, parte importante del patrimonio dei beni culturali ed ambientali del Molise e dell’intero Paese, e pertanto si dovrà decidere come e dove tali impianti eolici potranno essere localizzati in zone di tale rilevanza.

Sarà sicuramente il grande impegno di tutte le forze politiche ed economiche presenti al tavolo di concertazione: scongiurare una speculazione e un degrado inarrestabile del paesaggio.
Sull’utilità dell’eolico si può discutere, ma non si può pensare di stravolgere impunemente il paesaggio di una regione intera con circa 190 impianti.

Basta andare in Molise, a Pietrabbondante, e accorgerci che qui resta uno dei più straordinari anfiteatri del nostro Paese -realizzato dai Sanniti nel II secolo avanti Cristo- in un paesaggio mozzafiato.
Ma forse ancora per poco, perchè ben 13 pale eoliche dovrebbero sorgere a un chilometro dall’anfiteatro.
E la stessa cosa avviane a Sepino, dove il Consiglio di Stato ha dato il via libera a un impianto eolico di 18 pale.

A cosa servono i Piani paesistici e le varie Commissioni locali del paesaggio se poi ci si deve sottomettere a decine di colossi societari del settore, pronti a realizzare grandi impianti sempre e dovunque.
Cosa resterà della Bella Italia amata dal mondo intero?

Arch. Lorenzo Margiotta
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