L’industria delle costruzioni è tornata di fatto ai livelli produttivi degli anni sessanta e nel settore del calcestruzzo preconfezionato in nove anni si è perso quasi mezzo secolo di sviluppo, una perdita in larga misura concentrata proprio negli ultimi anni. Un vero e proprio “stato di frustrazione”, una potenzialità produttiva che non riesce a trovare uno sbocco adeguato per la sua portata.

L’associazione dei produttori di calcestruzzo, Atecap, ha presentato il 15 aprile scorso, a Roma nella sede di Confindustria, l'analisi sul mercato del calcestruzzo italiano nel suo Rapporto annuale.

Si è discusso apertamente i temi della ristrutturazione del settore, tra cui il mercato e la dimensione dell’offerta, il credito e il rischio insolvenza, la cultura del prodotto calcestruzzo.

Dal confronto dei dati contenuti del Rapporto Atecap 2016, che misurano quello che presumibilmente sarà il mercato futuro, si evince che il 2015 è stato il nono anno consecutivo di contrazione nei volumi prodotti di calcestruzzo preconfezionato, con un ulteriore -10,1% rispetto all’anno precedente.
E ciò conferma la lenta risalita dell’economia italiana nel 2015 e ancor di più l’assenza di risorse concrete per il rilancio del settore delle costruzioni.

Praticamente nel settore del calcestruzzo preconfezionato in nove anni si è perso quasi mezzo secolo di sviluppo, anche se il calo produttivo registrato nel 2015 territorialmente si è manifestato con minore intensità nelle regioni meridionali.

Nonostante però la drastica contrazione del mercato, l’Italia rappresenta comunque un player importante nel panorama europeo occupando il quarto posto sia in termini di produzione di calcestruzzo preconfezionato che di numero di addetti e il primo per numero di imprese e numero di impianti.

Per l’Atecap (Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato) anche se l’economia italiana registra cauti segnali e prospettive di crescita, la ripresa ancora non coinvolge pienamente il settore delle costruzioni e dunque il comparto del calcestruzzo preconfezionato.

Le prospettive di investimento future sembrano riguardare più il mercato del recupero, della manutenzione e della riqualificazione piuttosto che interessare gli investimenti in nuove abitazioni e costruzioni non residenziali.

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