Il Corridoio ferroviario 24 Genova-Rotterdam fa parte della Rete individuata dalla UE per migliorare la comunicazione, a tutti i livelli, fra gli Stati membri e favorire l'integrazione dei popoli europei.
Un progetto che, fin dai suoi primi passi, Assoedilizia (25 anni fa sensibilizzò il dibattito in Italia) ha ritenuto apportatore di benefici effetti sul Pil e sull’occupazione delle aree attraversate; a cominciare dal Nord Ovest italiano, da Milano e dalla Lombardia in particolare.

La scorsa settimana, nel medesimo giorno, il progetto, che si trova in fase di avanzata realizzazione, è stato oggetto di tre diverse "attenzioni": un convegno a Lugano, organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ( Un mare di Svizzera ); l’inaugurazione del collegamento veloce Genova-Milano con il treno Frecciarossa; la presa di posizione contraria di una certa parte del mondo politico ligure.

A Lugano si è sottolineata la funzione dei porti liguri con investimenti di oltre 2 mld di euro nei nuovi terminal container che potranno generare un traffico di oltre 5 milioni di teu a costi concorrenziali con quelli dei porti del Nord Europa e si è siglato un patto di collaborazione tra la città ticinese e Genova.

A Milano si è illustrato il nuovo servizio-treno in grado di raggiungere il capoluogo lombardo da Genova (e viceversa) in un’ora e mezza e, in futuro Venezia Mestre in 3 ore e 53 minuti; servendo ben 12 milioni di utenti e favorendo una riduzione dell’uso dell’auto.

Una importante parte politica ha espresso riserve sul nuovo tratto ferroviario noto come Terzo Valico - che pur si presenta necessario per raggiungere gli obiettivi sopraelencati - ritenendolo un’infrastruttura devastante per l’ambiente e per le casse dello Stato poiché', a fronte di un risparmio di percorrenza di pochi minuti, costerà complessivamente 16 miliardi - peraltro già stanziati - di denaro pubblico.

Tre analisi sul medesimo progetto, quindi, e ciascuna di esse trattava un ‘particolare’ a scapito della visione complessiva.
Certo, il messaggio diffuso dai citati eventi aveva quali destinatari platee e pubblici diversi. Ma mi chiedo se a un osservatore esterno, nazionale o straniero - proprio in un momento in cui il mondo politico internazionale è particolarmente attento alle pieghe che la nostra politica sta assumendo - non si dia con ciò l’impressione di uno scollamento del Paese sulla visione delle grandi opere destinate a incidere sul suo futuro.

Avv. Achille Colombo Clerici

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