Il XXV Convegno mondiale degli architetti (organizzato dall'UIA), tenutosi nel cuore della città di Durban (in Sud Africa), aveva come tema principale "Vivere il Mondo" e come obiettivo prioritario la
ricerca di nuove strade per rispondere alle esigenze dei cittadini del mondo.

È ormai chiaro che la sfida dei professionisti è quella di confrontarsi con approcci diversi alle tematiche dello sviluppo urbano e della tutela dell’ambiente, e gli architetti sono chiamati ad affrontare le nuove e complesse questioni che questo tempo ci propone con approcci totalmente diversi.

Il Congresso dell’Unione internazionale degli Architetti (che si svolge ogni tre anni) è stata, l'occasione per l'associazione culturale ravennate "Meme Exchange" di illustrare il progetto di recupero della darsena della città, punta di diamante dell'obiettivo Ravenna2019.

Onore al merito, quindi, dell'associazione cittadina, che ha portato all'attenzione degli architetti di tutto il mondo un'originale ipotesi d'intervento sullo storico spazio, ora abbandonato, per recuperare l'ex poligono di tiro a segno creato nel 1895 in via d'Alaggio.

Grande interesse ha suscitato la relazione, intitolata "Esperimenti di riuso urbano, rigenerazione, cultura e architettura nella darsena di Ravenna",e presentata dall'Arch. Elizabeth Francis che vive e lavora nella città emiliana, anche perché "combina il recupero del patrimonio con una serie di eventi pubblici idonei a creare uno spazio comunitario e generare innovazione architettonica."

"Il processo di progettazione – è spiegato dal Meme – apre lo spazio alla scoperta da parte della comunità, combinando architettura, cultura e sostenibilità, utilizzando eventi temporanei per ottenere migliorie permanenti delle strutture del sito. Ogni 'esperimento' ha il duplice scopo di progettare un evento ludico e culturalmente interessante in corrispondenza di ogni passo concreto verso il ripristino del complesso. Gli obiettivi a lungo termine sono tre: in primo luogo ristrutturare gli edifici, poi costruire un prototipo sostenibile, con uno spazio di co-working e, infine, istituire un quartiere culturale di economia creativa".

Eleonora Tamari

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