Tra i dieci progetti vincitori del sesto "Premio urbanistica" selezionati dai visitatori di UrbanPromo, c'è anche un progetto (promotore il Comune di Bari) che propone un modello di "città di transizione" tra tessuto urbano e campagna, messo a punto nella zona di Japigia-S.Anna.

Un modello di Citta di transizioneIl concorso, indetto dalla rivista dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU), prevedeva tre sezioni: "Inserimento nel contesto urbano", "Qualità delle infrastrutture e degli spazi pubblici", "Equilibrio degli interessi nel rapporto pubblico/privato".

Nella sezione "Inserimento nel contesto urbano", oltre al progetto di rigenerazione urbana dell’Area Ex Mercato Ortofrutticolo di Bologna, il progetto per un nuovo polo d’interscambio nella città di Salerno e il programma di urban regeneration in un quartiere centrale di Messina, è stato premiato anche il progetto del Comune di Bari denominato "modello di Città di Transizione" che sviluppa una rivisitazione del "Piano Particolareggiato della Maglia C2 n. 21 in Japigia-S.Anna" per adeguarlo agli standard e alle attuali prospettive di sviluppo sostenibile, caratteristiche insediative, morfologia del territorio, risparmio energetico, e integrazione città-campagna.

I dieci vincitori saranno premiati in un'apposita cerimonia nel corso dell'evento "Urbanpromo rigenerazione urbana", che si svolgerà a Bologna, a Palazzo D'Accursio e alla Salaborsa Urban Center, dal 7 al 10 novembre.

Ma in realtà, per il progetto di Bari, più che "Citta di transizione" si deve parlare di "Quartiere di transizione".
Infatti quando si usa il termine città di transizione (Transition Towns) ci si riferisce prevalentemente al movimento fondato in Irlanda e in Inghilterra dall'ambientalista Rob Hopkins negli anni 2005 e 2006 con l'obiettivo di preparare le comunità urbane ad affrontare la doppia sfida costituita dal sommarsi del riscaldamento globale e del picco del petrolio.

L'appellativo "città" rappresenta in realtà comunità di diverse dimensioni, da piccoli villaggi a distretti, fino a vere e proprie città (come Brixton). In Italia l'unica città di transizione riconosciuta ufficialmente è Monteveglio, in provincia di Bologna.

In particolare, il lavoro fatto da Rob Hopkins (esperto di permacultura) affronta approcci multidisciplinari e creativi riguardo a produzione di energia, salute, educazione, economia e agricoltura, sotto forma di "road map" verso un futuro sostenibile per le Città.
Fulcro del movimento delle Transition Town è l'idea che una vita senza petrolio può in realtà essere più godibile e soddisfacente dell'attuale, con lo scopo principale di elevare la consapevolezza verso i vari temi di insediamento sostenibile e preparare alla flessibilità richiesta dai mutamenti in corso.

La proposta del Comune di Bari diventa quindi interessante come modello progettuale di inserimento di un nuovo e vasto quartiere (Japigia-S.Anna) nel contesto urbano realizzato, a quindi ha meritato il premio "Urbanistica" anche in considerazione della prevista conservazione di aree agricole produttive di pregio integrate, come orti urbani, e l’affidamento della manutenzione del verde agli stessi consorzi di agricoltori.

Non per niente l'idea programmatica di Rob Hopkins, poi riformulata ed espansa nel settembre 2006 per Totnes, la città nativa dello stesso Hopkins, ha avuto una così rapida diffusione con tante iniziative che, alla data di oggi, si segnalano oltre 400 comunità, riconosciute ufficialmente come Transition Towns, in Regno Unito, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda.

Arch. Lorenzo Margiotta
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