Un Marchio Italia per le Costruzioni che garantisca un edificio costruito in qualsiasi parte del mondo, ma progettato e realizzato Made in Italy.
E’ questa la proposta lanciata dal presidente di Federcostruzioni e di Ance Paolo Buzzetti nel corso del convegno "Il mercato mondiale delle costruzioni. Le opportunità per il sistema imprenditoriale italiano" che si è tenuto mercoledì scorso a Roma in collaborazione con MADE.

Un marchio Made in Italy per le costruzioni"E’ un sogno che vorrei realizzare – ha dichiarato Buzzetti – insieme all’Agenzia per l’internazionalizzazione delle imprese italiane  e a SIMEST. Un sogno che potrebbe dare nuova linfa vitale al mercato.  Vi sono Paesi dove la contrazione del mercato è significativa come in Italia e ve ne sono altri dove il ruolo dell’edilizia per lo sviluppo economico e sociale resta fondamentale e dove si registrano tassi significativi di crescita degli investimenti. E’ qui che bisogna puntare ma senza rinunciare alla qualità e alla capacità dell’imprenditoria del settore italiano delle costruzioni che ci vengono riconosciute in tutto il mondo".

Un ragionamento accolto dal presidente dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane Riccardo Monti. "Razionalizzare il sistema italiano all'estero migliorando la rete già esistente e includendo tutte le nostre risorse: quelle umane dei rappresentanti delle filiere produttive a quelle finanziarie disponibili presso le regioni".
Queste le priorità lanciate da Monti. Un altro aspetto strategico individuato dal presidente dell’Agenzia è la possibilità di utilizzare le conoscenze specifiche del settore delle costruzioni. A questo fine  Monti ha chiesto a Federcostruzioni "una concreta collaborazione anche con personale negli uffici dell’Agenzia all’estero soprattutto in quei Paesi che offrono maggiori opportunità per le imprese italiane come la. Russia,il Brasile,ma anche alcune aree dell'Asia centrale e dell'Africa settentrionale".

La fotografia scattata dall’indagine, promossa da Federcostruzioni e MADE e realizzata dal Cresme, delinea un quadro preciso delle opportunità dove le imprese italiane possono operare. In termini generali il mercato mondiale delle costruzioni ha investito nel 2011 circa 5.570 miliardi di euro, un contributo che ammonta oggi a poco più dell’11% del Pil. Il centro del mondo delle costruzioni si sposta sempre di più verso oriente. Un fenomeno che si presenta soprattutto per la forte crescita di Cina e India.

Le forti esigenze di infrastrutturazione di base caratterizzano, ad esempio, le costruzioni in Africa;  il settore residenziale rimane il principale destinatario delle risorse nell’Europa Occidentale, mentre gli investimenti in edilizia non residenziale caratterizzano le economie più dinamiche e molte economie emergenti.
"In questo quadro di profondi mutamenti bisogna essere pronti ad accompagnare le imprese nel percorso verso una sempre maggiore internazionalizzazione del mercato", ha dichiarato Buzzetti. "Sono soprattutto le PMI a necessitare di un sostegno efficace, così come diventa essenziale operare in una logica di filiera, dove accanto alle imprese vi siano le istituzioni, ma anche le banche. Per questo mi auguro che il lavoro della cabina di regia istituita alla Farnesina, consentirà con la Rete delle Ambasciate, le Regioni ed il Governo di ‘fare Sistema’, di dettare strategie, di indicare le priorità ed i mercati più attraenti per le nostre imprese", ha concluso Buzzetti.

"Il nostro supporto alle imprese italiane, soprattutto alle PMI – ha detto Massimo D'Aiuto, Amministratore Delegato di SIMEST- è stato molto forte soprattutto negli ultimi 5 anni, nel corso dei quali molte aziende del settore hanno deciso di affacciarsi ai mercati esteri. I progetti di partecipazione approvati da SIMEST, in proprio e attraverso il Fondo pubblico di Venture Capital, sono 165 nei settori infrastrutture, costruzioni ed energetico, in oltre 45 paesi, con investimenti complessivi per circa 3 miliardi e mezzo. Per quanto riguarda gli incentivi alle imprese, i progetti sono 334, per quasi 4 miliardi di euro di finanziamenti".

Titty Santoriello
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