Si è spento ieri, a Milano, il maestro della fotografia italiana, Gabriele Basilico. Tra i maggiori fotografi internazionali, dopo gli studi in architettura iniziò la professione dedicandosi alla fotografia di paesaggio e più in particolare alla fotografia di architettura.

Un addio a Gabriele BasilicoCon lui si perde un osservatore appassionato e un testimone delle trasformazioni urbane che utilizzava magistralmente l'immagine in bianco e nero per trasmettere emozioni.

L'assessore alla Cultura del comune di Milano, l'Arch. Stefano Boeri, lo ha definito "un protagonista assoluto della storia della cultura visiva internazionale".
Per un commosso ricordo, Stefano Boeri ha anche scritto: "I suoi occhi di fotografo sono divenuti col tempo gli occhi di tutti noi, davanti alla complessità infinita dei fenomeni urbani. Occhi che hanno incorniciato, registrato e documentato centinaia di spazi urbani e città del mondo, riuscendo trasmettere la loro sensualità, a decifrare le contrapposizioni più stridenti e a dare dignità anche ai luoghi più derelitti".

Gabriele Basilico ha sempre avuto come campi d’azione privilegiati del suo lavoro, di artista della comunicazione, le aree urbane.
Il suo occhio attento e la sua sensibilità visiva hanno fotografato i paesaggi urbani di tutto il mondo, innalzando la fotografia da puro strumento di documentazione a immagine di coscienza paesaggistica, riuscendo ad arrivare all’essenza del soggetto.

Come aveva ben individuato Italo Zannier, "con le sue immagini, dalla controllata, consapevole tensione metafisica, egli ha efficacemente collaborato a presentare in questi ultimi anni il gusto post modern, rilevando visivamente alcune dimenticate architetture industriali e di periferia, rivalutate come reperti archeologici".

Lo stesso Basilico, in una intervista, aveva dichiarato: "E’ certo che io faccio fotografie in relazione al principio e all’esperienza estetica della "visione". In questo senso io sono pienamente fotografo. Ma è anche vero che la fotografia, e non solo come linguaggio, è entrata da parecchio tempo, e a buon diritto, nel mondo dell’arte".

Gabriele Basilico (1944-2013)
La sua prima mostra importante è al Padiglione d’Arte Contemporanea del capoluogo lombardo nel 1983.
Dalla metà degli anni Ottanta inizia un importante lavoro di interpretazione dei cambiamenti del paesaggio francese che porta poi alla realizzazione del libro “Bord de mer”.
L’anno successivo, il 1991, va per la prima volta a Beirut e fotografa la città devastata dalla guerra.
Segue la partecipazione alla VI Biennale di Architettura di Venezia con il progetto “Sezioni del paesaggio italiano”, campagna fotografica realizzata con Stefano Boeri e in occasione della quale riceve il premio “Osella d’oro” per la fotografia di architettura contemporanea.
Continuano i viaggi e le mostre tra l’Europa, l’America e ancora Beirut dove torna a fotografare la città per la rivista “Domus”.
Negli ultimi anni ha esposto in spazi privati e pubblici di grande prestigio in tutto il mondo.

Arch. Lorenzo Margiotta
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