La nuova classe dell'isolamento termico!

Pannello termoisolante in schiuma plastica estrusa di nuova ed innovativa generazione, con superfici lisce e bordi laterali a battente.

URSA MAIOR è un prodotto isolante di ultima generazione, con straordinarie proprietà termiche e fisiche, idoneo per tutte le applicazioni in orizzontale (coperture piane e pavimenti) in cui sia richiesta un’elevata prestazione termica con spessore contenuto.

Caratteristiche termiche eccezionali

URSA MAIOR S27P è prova dell’impegno di URSA di fornire al mercato prodotti innovativi che nascono dagli sforzi in ricerca e sviluppo che URSA intraprende ogni giorno.
Grazie alle sue straordinarie caratteristiche, URSA MAIOR S27P garantisce all’utilizzatore finale un risparmio energetico costante, riducendo i costi e gli sprechi conseguenti agli eventuali successivi interventi di riqualificazione, contribuendo in questo modo anche alla salvaguardia dell’ambiente.

La durabilità nel tempo delle prestazioni termiche, sia per il prodotto in opera che in deposito, è il requisito più importante nella scelta di un isolante:

• La conduttività termica non subisce variazioni e degrado nel tempo e viene dichiarata sulla base di misurazioni effettuate in conformità alle modalità di prova indicate nella norma EN 12667, che ne prevede la determinazione analitica sul prodotto invecchiato;

• La resistenza termica, dipendente sia dalla conduttività termica del materiale che dallo spessore del manufatto, trova conferma del suo mantenimento del tempo anche grazie alla verifica della stabilità dimensionale a temperatura ed umidità condizionate e della deformazione sotto carico a compressione e temperatura condizionati, parametri fondamentali per assicurare il mantenimento di uno spessore del pannello costante nel tempo;

• La resistenza a compressione viene valutata sul lungo periodo attraverso la verifica allo scorrimento viscoso, fenomeno che è dovuto alla tendenza di un materiale solido viscoelastico a muoversi lentamente (cold flow) anche se sottoposto a carichi inferiori al carico di rottura;

• La resistenza al gelo/disgelo a lungo periodo per diffusione di URSA MAIOR dipende direttamente dai suoi bassissimi livelli di assorbimento d’acqua e viene verificata in laboratorio attraverso 300 cicli di gelo/disgelo;

• La stabilità chimica alle sostanze più comuni, come l'aria e, soprattutto, l'acqua, garantisce il mantenimento delle caratteristiche fisiche sia durante le fasi di stoccaggio che per tutto il ciclo di vita del prodotto.

URSA MAIOR è inoltre riciclabile e non contiene o rilascia sostanze pericolose per l’uomo o per l'ambiente. È totalmente esente da HBCD, CFC, HCFC e gas a effetto serra e contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2.

Facile da stoccare, lavorare e posare, conforme alla normativa europea di marcatura CE.

URSA Italia si riserva la libertà di poter modi care i dati riportati in questo documento a propria discrezione, senza obbligo alcuno di preavviso.

Principali applicazioni

Di facile installazione, URSA MAIOR è particolarmente indicato per i contesti applicativi che, oltre a richiedere elevate prestazioni termiche, presuppongono un ottimo comportamento all'acqua, al vapore e alle escursioni termiche, ottima resistenza meccanica, sul breve e sul lungo periodo, e stabilità chimica, quali:
- Tetto piano rovescio,
- Tetto a giardino,
- Tetto piano caldo con membrana bituminosa,
- Tetto piano caldo con membrana sintetica.

Il prodotto è ad ogni modo perfettamente idoneo per tutte le applicazioni in orizzontale in cui sia richiesta un’elevata prestazione termica con spessore contenuto, come, ad esempio:
- sotto pavimento,
- sotto pavimento radiante,
- solaio a terra,
- primo solaio.

Tetto piano rovescio

Una copertura piana non ventilata si definisce tetto rovescio quando l’isolante si trova al di sopra dello strato impermeabilizzante.
L'isolante può essere posato a secco sopra il manto impermeabile per fornire una protezione termica e meccanica allo stesso.
La membrana impermeabilizzante viene a trovarsi sulla superficie calda del pacchetto strutturale ed agisce come barriera al vapore. In questo modo si evita il rischio che si formino condense nella struttura della copertura e si semplifica la stratigrafia, con conseguente riduzione dei costi per la realizzazione. Nel tetto rovescio, è l’isolante termico ad essere sottoposto a notevoli sollecitazioni fisiche e meccaniche. L'impermeabilita all'acqua di URSA MAIOR fa sì che i suoi parametri termici non subiscano variazioni sensibili anche in presenza di acqua meteorica e che, al contempo, le sue caratteristiche meccaniche restino pressoché invariate anche dopo numerosi cicli di gelo-disgelo.
Prima della realizzazione degli strati superficiali, sia che si tratti di copertura non praticabile, che di terrazza praticabile, è consigliabile predisporre uno strato di separazione (tessuto non tessuto in poliestere di 150-200 g/m2 o simili) per evitare che materiale sciolto possa inserirsi fra i giunti dei pannelli.
La posa del materiale isolante senza fissaggi meccanici richiede la realizzazione di una zavorra di peso e spessore sufficienti ad evitare il sollevamento per effetto del vento. Lo strato in ghiaia o la pavimentazione dovranno essere dimensionati in base alla posizione geografica e all’altitudine del sito di progetto, alla rugosità del terreno e alla topografia locale, nonché alla forma dell’edificio.
Il tetto rovescio è la soluzione più semplice ed economica anche nel caso di ristrutturazione di terrazzi e lastrici solari, perché consente di operare direttamente sulla copertura esistente, contenendo al minimo le opere di demolizione.

Tetto giardino

Variante del tetto caldo o del tetto rovescio, sulla copertura a tetto giardino vengono realizzati spazi verdi a fini estetici o ambientali, pedonabili o meno. Soprattutto nel caso di tetto rovescio giardino, è fondamentale che l’isolante possieda idonea compatibilità chimica con le sostanze disciolte nelle acque meteoriche, con le quali verrà inevitabilmente a contatto prima del loro deflusso. URSA MAIORchimicamente stabile alla maggior parte delle sostanze chimiche.
Sopra lo strato impermeabilizzante va previsto uno strato protettivo antiradice.
Nella configurazione a tetto rovescio il telo antiradice non può in alcun caso essere posato sopra i pannelli isolanti, in quanto agirebbe come una barriera al vapore, impedendo quindi lo smaltimento di eventuale condensa interstiziale. Sopra ai pannelli isolanti va invece steso un telo in tessuto non tessuto in fibre di poliestere del peso di 200 g/m2 o similare, quale elemento di separazione tra lo strato drenante ed i pannelli ed a protezione degli stessi. Si procede poi alla realizzazione dello strato drenante, di spessore sufficiente ad evitare il ristagno idrico, costituito da materiale sciolto (argilla espansa, ghiaia lavata, etc) oppure da altre soluzioni egualmente efficaci.
Si prosegue stendendo un ulteriore telo in tessuto non tessuto in fibre di poliestere del peso di 150-200 g/m2, che funga da elemento separatore e filtrante tra lo strato drenante e lo strato vegetativo, così che le granulometrie più fini del terreno non vanifichino col tempo il drenaggio. Infine, la sezione superficiale del tetto a giardino varia in base al tipo di coltivazione prevista e può essere realizzata con stratigrafie più o meno complesse. Gli strati di completamento non sempre costituiscono una zavorra efficace nei confronti del sollevamento dovuto al vento, soprattutto in corrispondenza del perimetro della copertura. Il progettista dovrà quindi prevedere, qualora necessario, dei fissaggi meccanici per i pannelli isolanti oppure studiare soluzioni alternative che ottengano il medesimo risultato.

Tetto piano caldo con membrana bituminosa

Una copertura non ventilata viene definita "tetto caldo" quando la membrana impermeabilizzante si trova al di sopra dello strato isolante. L’applicazione dell’impermeabilizzazione sopra lo strato isolante non consente di solito il corretto smaltimento del vapore interno, pertanto dovrà essere attentamente valutato il fenomeno della formazione di condensa interstiziale, prevedendo l’impiego di una barriera al vapore al di sotto dello strato isolante.
Sia negli interventi di nuova costruzione che in quelli di ristrutturazione, è inoltre indispensabile intervenire nella correzione ed eliminazione dei ponti termici, che potrebbero generare fenomeni di condensa superficiale e quindi di possibili muffe.
Nelle soluzioni a tetto caldo, lo strato impermeabilizzante, proprio per la sua collocazione, è soggetto al dilavamento, all’azione degli agenti atmosferici, a shock termici e azioni di tipo meccanico, ma anche le sollecitazioni a carico dell’isolante sono solitamente elevate e maggiormente critiche rispetto ad altre tipologie costruttive.
URSA MAIOR è idoneo per questo tipo di applicazione soprattutto grazie alla sua temperatura di esercizio più elevata, fino a 95°C, che ne permette l’impiego anche sotto membrane a base bituminosa, nonché grazie ad una eccellente stabilità dimensionale, ai bassissimi livelli di assorbimento d’acqua e all'ottima resistenza ai cicli gelo-disgelo.
Come per il tetto rovescio, anche nel caso di tetto caldo l'impermeabilizzazione può essere lasciata a vista oppure possono essere previsti ulteriori strati per realizzare coperture non praticabili o terrazze praticabili. È possibile realizzare indistintamente pavimentazioni galleggianti o su massetto di ripartizione di ripartizione, sulla base dell’uso e dei carichi previsti dal progetto.

Tetto piano caldo con membrana sintetica

Denominato anche "cool roof", è uno dei tipi di copertura ultimamente tra i più comunemente impiegati, ma che presenta elevate criticità, soprattutto a carico del manto impermeabile. I manti sintetici di nuova concezione tipo TPO (di colorazione chiara), presentano la faccia superiore bianca, che consente un’alta riflettività dei raggi solari e un basso assorbimento di calore. Ciononostante, per il corretto funzionamento della copertura è fondamentale che l’isolante termico possa offrire sufficiente e duratura planarità. La stabilità dimensionale diventa quindi la caratteristica determinante nella scelta del prodotto isolante.
I pannelli URSA MAIOR non assorbono acqua né per diffusione né per immersione, sono chimicamente stabili all’aria e all’acqua e le loro caratteristiche fisiche restano invariate anche in presenza di umidità. Non essendo prevista alcuna zavorra di finitura, i pannelli isolanti vanno accuratamente ed opportunamente ancorati al piano di posa, mediante incollaggio a freddo o fissaggi meccanici. Il bordo a battente è il più indicato in questo tipo di soluzione, in quanto agevola la posa in opera e contribuisce a ridurre i ponti termici tra i pannelli, sebbene contenuti.
Anche in questo caso, prima della posa dello strato isolante, sul massetto delle pendenze va prevista la stesura di una barriera al vapore.

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