Sei regioni (Toscana, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Marche e Lazio) si sono incontrate per creare una rete di cammini interregionali e promuoverla attraverso la costruzione di un prodotto turistico complesso.
Un lavoro di squadra per realizzare un'offerta condivisa ed omogenea attraverso unità d'intenti e visione complessiva. Questo lo scopo dell'evento che si è tenuto lunedì scorso presso l'Abbazia di Spineto a Sarteano (SI).

Tanti i temi messi in evidenza nel corso della sessione plenaria che ha coinvolto i rappresentanti istituzionali delle sei regioni coinvolte.

Anche il ministro al turismo, Gian Marco Centinaio, ha inviato un messaggio: I cammini fanno parte della "narrazione Paese, dice qualcosa di noi, delle nostre origini, delle nostre tradizioni, del nostro saper fare. In questo contesto ho detto fin da subito quanto sia preziosa la sinergia con le Regioni con le quali voglio avere un rapporto diretto. I cammini si stanno rivelando uno strumento sempre più strategico ed efficace per promuovere quelle aree che maggiormente hanno necessità di incrementare la loro attrattività.
Nelle linee programmatiche del Ministero dell'agricoltura e del turismo abbiamo deciso di puntare proprio sulla tutela e la promozione di questi paesaggi per valorizzare tutte queste mete, definite di "seconda fascia" ma altrettanto emozionanti. Le città d'arte sono ormai sature. Facciamo in modo allora che i turisti vengano ad ammirare quello che l'Italia può dare in termini di turismo alternativo. Ma offriamo loro anche servizi adeguati. E in questo, iniziative come quella presentata oggi da voi sono in linea con i nostri obiettivi".

"I cammini - ha detto Moreno Pieroni assessore al turismo Regione Marche - diventano una grande opportunità per le realtà più piccole. Un percorso molto complesso che oggi parte. Per le Marche diventa un'occasione importantissima soprattutto per le comunità colpite dal sisma. Sarebbe molto bello se la seconda parte di questo incontro, il prossimo anno, potesse tenersi in una di queste piccole realtà".

Sarteano

"La Toscana - ha aggiunto Andrea Corsini assessore al turismo della Regione Emilia Romagna - per noi è stata quasi un modello, un punto di riferimento al quale ci siamo ispirati quando abbiamo deciso di avviare la strutturazione dei nostri cammini”.
Per noi è stato anche un modo per far sentire protagoniste dello sviluppo turistico regionale tante piccole realtà che si sono sentite trascurate. Adesso però è importante anche sapere se al governo attuale interessa ancora continuare a sviluppre un discorso avviato nella precedente legislatura. C'è un po’ d’inquietudine dopo l'esito del bando per le periferie. L'unione d’intenti che abbiamo subito trovato con le altre regioni però ci fa ben sperare.

"Auspico - ha quindi proseguito Fabio Paparelli, vicepresidente della Regione Umbria - che su questo versante si possa entrare nella fase operativa e che anche il Mibact continui ad starci accanto. Dobbiamo portare a compimento un lavoro importante già in parte avviato dalle singole amministrazioni regionali. E occorre farlo avendo sempre in mente tre elementi: sostenibilità, accessibilità e innovazione. Tutto questo diventa importante per arrivare a un'offerta omogenea e strutturata anche a livello nazionale. “La sinergia tra le regioni centrali deve diventare sempre più forte".

Cammini: Via Francigena

Per la Regione Lazio il consigliere, Marta Eleonori, ha spiegato che "i cammini rappresentano la sintesi di tutto quanto di bello l'Italia è in grado di esportare, attraverso un turismo diffuso e sostenibile. Il Lazio ha dedicato un assessorato a questo ed avviato tante azioni importanti. Ritengo che la tecnologia, che al camminatore tradizionale può apparire qualcosa di estraneo, possa giocare un ruolo determinante per la promozione, l'informazione, l'offerta di servizi, l'abbattimento di barriere fisiche e non".

"La Regione Toscana - ha affermato l'assessore al turismo Stefano Ciuoffo - ha promosso quest'incontro che rappresenta la prima occasione di dialogo sul tema dei cammini tra tutti gli attori coinvolti: Ministero, Regioni, Comuni e Associazioni. “E’ un'opportunità per costruire un prodotto turistico con caratteristiche omogenee, aldilà dei confini regionali”. “Un modo per proporre un turismo ‘lento', sostenibile, esperienziale che porta a scoprire, attraverso il cammino, anche i piccoli borghi del cuore dell'Italia".
"Il lavoro sugli itinerari - ha ribadito Ciuoffo - permette di destagionalizzare i flussi turistici e di farli confluire nelle aree interne, consentendo un'opportunità di crescita e di sviluppo economico. La capacità di creare nuove vie fruibili in sicurezza - ha detto ancora l'assessore - deriva dalla unione di intenti tra gli attori pubblici coinvolti e l'associazionismo che si dedica a questi temi. Camminare significa recuperare una percezione interiore e una dimensione individuale attraverso l'interazione senza filtri con il paesaggio e con tutto ciò che ci circonda. Camminare significa anche unirsi e superare confini, acquisire capacità di osservazione e distinguere il bello dal brutto. Insomma tanti valori che permettono di creare condivisione e sopratutto, per tante realtà locali attraversate dai cammini, mantenimento delle realtà locali, permanenza di giovani e sopratutto rilancio economico".

I cammini interregionali pilota

Nel corso dei lavori sono stati individuati 5 cammini interregionali ‘pilota' (Via Lauretana, Via degli Dei, I Cammini di Francesco, Via Matildica del Volto Santo, Via Clodia) e quattro ambiti operativi e strategici: manutenzione, accoglienza, promozione e governance, su cui tutti gli attori per ogni singolo cammino (Regioni, Comuni, Associazioni) hanno potuto confrontarsi per sviluppare una strategia comune. Per condurre il dialogo in modo organico e costruttivo, ci si è avvalsi di strumenti tecnologici ad hoc che hanno facilitato la co-progettazione. I partecipanti hanno potuto interagire e votare con gli smartphone durante le fasi dell'evento e le sessioni di brainstorming e hanno contribuito agli interventi dei relatori, visualizzando i risultati in tempo reale. I contributi dei partecipanti e gli impegni presi dalle Regioni confluiranno, alla fine dei lavori, nel documento: "Carta di Spineto" che segnerà le future linee guida per le azioni sui cammini dell'Italia centrale.

Dotarsi di strumenti comuni per misurare l'impatto a livello locale; individuazione di una cabina di regia unica; potenziare l'accoglienza sostenibile; creare un'immagine e una promozione coordinate; regole condivise e comuni riguardo alla manutenzione; ruolo dell'associazionismo e censimento dei soggetti coinvolti. Sono alcuni degli spunti emersi al termine della due giorni che si è tenuta presso l'Abbazia di Spineto a Sarteano (SI). Spunti che confluiranno nel documento di sintesi del lavoro, la ‘Carta di Spineto', con linee guida e programmi concreti concordati tra le sei Regioni, che è in fase di stesura finale.
Il convegno ha già ottenuto un primo successo: la regione Marche si è proposta per ospitare l'evento del prossimo anno, idea approvata da tutte le Regioni, in modo da renderlo un appuntamento continuativo. Forte e trasversale la necessità di condividere le buone pratiche e collaborare per valorizzare i territori, di creare uno scambio di opinioni ed esperienze.
Piace l'idea di una cabina di regia per arrivare ad atti coerenti fra le varie Regioni, con standard uniformi e volontà di collaborare sul piano amministrativo.

Per gli aspetti della governance si concorda sull'utilità di avere partner comuni per ricercare fondi per progetti europei e la volontà di dotarsi di strumenti comuni per misurare i dati sui cammini; l'idea di un osservatorio permanente in collaborazione tra Ministero, Università e Regioni che aiuti a monitorare gli aspetti sui dati socio economici in modalità open data, numeri per capire quali indicatori utilizzare per misurare lo sviluppo locale e la percezione del benessere.
Il ricorso ad una 'governance cooperativa' ha convinto i partecipanti che auspicano una cabina di regia unica tra le regioni coinvolte, con incontri periodici e normative condivise su ricettività, ristorazione e criteri di manutenzione.

Molto sentita rispetto all'accoglienza è la forte richiesta di favorire la consapevolezza degli abitanti locali, una sensibilizzazione del territorio nel senso più ampio (popolazione, imprese, associazioni) per promuovere la cultura dell'ospitalità, anche attraverso la formazione. Emersa anche la necessità di introdurre figure a supporto dei camminatori come gli ‘Angeli Custodi del Pellegrino' e nuove infrastrutture ‘leggere' come le ‘tende del Pellegrino'.
Per quanto riguarda gli aspetti legati a comunicazione e promozione si segnala l'esigenza di dare una precisa identità ad ogni cammino, individuato attraverso un'immagine coordinata, da promuovere in maniera condivisa: un modo per preservare l'unitarietà del percorso, pur rispettando le differenti peculiarità territoriali. Un lavoro importante di comunicazione interna rivolto agli abitanti, per coinvolgerli come protagonisti, primi ambasciatori del proprio territorio e agli operatori economici per renderli attori del processo di promozione e comunicazione. Risorse comuni per una promozione coordinata a livello nazionale e internazionale, che permetterà di ridurre i costi, come nel caso della presenza con stand a fiere di settore.

Riguardo alla manutenzione, è emersa l'idea di inserire i cammini nei piani urbanistici comunali per garantire la loro percorribilità nel tempo e di redigere un disciplinare attraverso una gestione condivisa tra pubblico e privato. Oltre alla definizione di una segnaletica uniforme, è stata avanzata l'idea di una georeferenziazione del percorso in coerenza con il tracciato storico.
Molteplici e innovative le proposte riguardanti le Associazioni: dall'idea di identificare volontari come ‘custodi' del cammino in un costante dialogo con gli enti locali, a quella di istituire in via sperimentale ‘adozioni' di tappe da parte di privati e Associazioni, che possano contribuire alla corretta manutenzione del percorso. Alla fine dei lavori è stato proposto un censimento di tutte le Associazioni che si occupano di cammini e proposto un incontro di tutte le Associazioni per il prossimo anno in Toscana.

Il passo successivo alla stesura finale della Carta di Spineto, sarà la proposta formale di un protocollo d'intesa tra le Regioni dell'Italia centrale con cui sistematizzare le collaborazioni sui cammini.
Qualche numero al termine della due giorni: 6 Regioni, 200 Comuni, 22 associazioni, 180 partecipanti, 5 cammini, 1100 km di percorsi, 50 sondaggi, 2500 risposte.

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