Triennio di diagnostica e restauroL’Istituto universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli ha attivato per il prossimo Anno Accademico un corso di studi triennale volto alla formazione tecnologico-pratica di restauratori di beni culturali, intitolato “Operatori dei beni culturali: diagnostica e restauro”.

La decisione di varare un Corso Triennale di Laurea afferente alla Classe 41, “Tecnologie per la conservazione e il re-stauro dei beni culturali”, rappresenta da un lato il naturale sbocco di una serie di esperienze accumulate dall’Istituto in questi ultimi tredici anni, dall’altro una scelta derivante dall’analisi delle offerte formative, delle effettive necessità di figure professionali e dello stato del patrimonio dei beni culturali nel Mezzogiorno d’Italia.

L’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa ha, per altro, dato vita nel quinquennio passato a una serie di iniziative di carattere didattico e scientifico nel settore della salvaguardia dei beni culturali che hanno permesso di consolidare strategie capaci di coniugare ricerca e formazione professionale.

Basti a tal proposito ricordare la costituzione di una serie di laboratori dedicati allo sviluppo di tecniche finalizzate alla diagnostica e all’intervento conservativo, la conduzione – in sinergia con le rispettive istituzioni territoriali – di impor-tanti cantieri di scavo dedicati a problematiche di particolare rilievo (restauro di emergenze monumentali, interventi conservativi in contesti di tipo “fragile”, costituzione di un cantiere archeologico subacqueo etc.), l’organizzazione di stages dedicati al patrimonio artistico in Italia e all’estero nell’ambito dell’“alta formazione”, la fondazione di un centro per la ricerca e lo studio del patrimonio archeologico e la ricostruzione del paleoambiente del Mediterraneo preclassico, la costituzione di corsi di perfezionamento incentrati sulle tecniche di analisi e misurazioni diagnostiche con l’ausilio di strumentazioni portatili di tecnologia avanzata.

Per lo sviluppo di questa attività l’Istituto ha potuto usufruire dell’apporto di numerosi Enti di ricerca, come l’ENEA e il CNR-SMED, e di Atenei, soprattutto di ambito mediterraneo, come l’Università di Tunisi, l’Università di Atene, l’Università di Cordoba.

Altrettanto importante per lo sviluppo di una cultura universitaria nel settore della conservazione e la salvaguardia dei beni culturali è risultato il rapporto di stretta collaborazione istituito con numerose Soprintendenze e Musei, in primis quelli campani, ma anche con la Soprintendenza del Molise, quella di Trapani, il Museo Civico di Milano e il Servizio Tecnico per l’Archeologia Subacquea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

L’offerta è concentrata su 3 aree, che rappresentano d’altra parte, sul territorio campano, tre settori chiave nell’ambito del patrimonio artistico e archeologico: quello dei manufatti lignei, quello delle opere metalliche, con specifica attenzione per i metalli cosiddetti preziosi, e quello degli intonaci e delle pitture parietali, circoscrivendone il limite cronologico alto all’età medievale.
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