In riferimento al principio della sostenibilità latu sensu i veicoli a motore elettrico vengono considerati come premessa di accesso all'era post-fossile e della post oil city nello specifico urbano. Parimenti l'adozione del motore a propulsione elettrica introduce nuove chance nella definizione dell'auto nella percezione della contrazione del suo ruolo a vantaggio della crescita di valore dello spazio urbano.

Traffico urbanoL'auto viene ancora modellata secondo il principio della carrozza della quale conserva il codice genetico essendo concepita per il trasporto di un gruppo di persone per lunghi percorsi. In questo senso la sua evoluzione è stata influenzata meno dall'uso reale nel contesto urbano. In realtà con l'introduzione dell'auto a propulsione elettrica cresce la possibilità di modellarne l'uso secondo i fabbisogni reali dell'uomo.

Le limitazioni legate alla minore capacità di accumulo energetico delle batterie attualmente prodotte e impiegate sollecitano nuovi ambiti di ricerca in relazione alla capacità di accumulo che non soltanto limita la lunghezza dei percorsi, bensì il peso e conseguentemente le dimensioni dell'auto. E poiché le automobili piccole e leggere limitano il consumo (sia di combustibile fossile che elettrico), per le auto a trazione elettrica un contenimento delle dimensioni si pone come fattore determinante di concorrenza in considerazione anche del fatto che il motore elettrico non è, poi, così complesso come quello a scoppio e pertanto non richiede un eccessivo grado di specializzazione nella produzione. Una ragione questa che ne colloca la produzione soprattutto in ambito della media e piccola impresa con modelli già (quasi) seriali e differenziati a taglio di spazio urbano, sottolineando, così, la transizione dalla carrozzella elettrica per portatori di handicap all'auto elettrica di ridotte dimensioni.

La ricerca negli ambiti dell'auto a trazione elettrica corre in sintonia con altri sviluppi tecnologici come, p.e., la medializzazione, la digitalizzazione, la robotizzazione e la messa in rete, con quest' ultima vista nella sua componente di una mobilità a sostegno del risparmio di risorse naturali ma anche come contributo alla integrazione della popolazione degli anziani nella rete di mobilità in ambito territoriale, tenuto conto che la comunicazione in rete digitale si pone come irrinunciabile sostegno ai sistemi di mobilità multimodale nella sua funzione di collegamento con i mezzi di trasporto pubblico: autobus, ferrovia, motocicli a trazione elettrica.

Anche il Car-Sharing, l' uso comune e organizzato di auto, rende possibile un uso efficiente di queste a vantaggio dell' efficienza energetica, al punto che non pochi sono le fabbriche produttrici di auto ad offrire questo "servizio" di mobilità. A tal uopo si rimanda alla lettura del saggio "The Age of Access" (2000) del sociologo, economista e pubblicista americano, fondatore e presidente della Fundation on Economic Trends con sede a Washington D.C., USA, Jeremy Rifkin, con le ricadute dei mutamenti scientifici e tecnici sul mondo del lavoro, sull'economia, sulla società e sull'ambiente, e della globalizzazione sull'identità culturale dei popoli mettendo in guardia con la sua tesi centrale secondo cui con la fine dell'era industriale il capitalismo si trasforma per tendere ad una totale economicizzazione della vita sul pianeta.

Accanto all'aspetto dell'accumulo di energia delle batterie per l'auto eelettrica, è l'impianto di una efficiente rete di distribuzione di stazioni di ricarica a rappresentare una grande sfida con la rilevanza di collegamento di sistemi urbani. Il collegamento di una rete di distribuzione di stazioni di ricarica ad un "intelligente" sistemi di rifornimento che impiegano energie rinnovabili (collettori solari e impianti eolici) provvederebbe a stabilizzare i due ambiti: cioè la mobilità elettrica e il rifornimento energetico. Poiché verosimilmente per le energie rinnovabili il problema acuto è legato, come nel caso dell'auto a trazione elettrica, all'accumulo di energia che, in altima analisi, dipende dalle bizze della natura: quando splende il sole...quando soffia il vento? A breve scadenza verrà prodotta energia in quantità che andranno al di là della necessità effettiva dei consumi e, pertanto, difficili da accumulare per una distribuzione successiva donde l'impiego di batterie come medium d'immaganizzamento dell'energia elettrica nella rete urbana di approviggionamento.

Le auto elettriche sono a emissione nulla di inquinamento acustico e bassa d'inquinamento per emissione di gas tossici, con effetti positivi sulla qualità dello spazo pubblico. Contemporaneamente la riduzione delle dimensioni delle automobili e del loro numero con il ricorso al sistema di trasporto dello Car-Sharing, comporterebbe una riduzione degli spazi per il traffico di sosta (parcheggi) e di scorrimento (arterie di traffico). In alcuni modellli in produzione i motori elettrici sono fissati alle ruote motrici delle auto con enormi vantaggi in relazione ai raggi di curvatura e con conseguenze powsitive sulla contrazione dello spazio urbano necessario, destinato al traffico motorozzato.

Allo stesso tempo "intelligenti" sistemi meccanici e automatici di parcheggio digitale in rete minimizzerebbero nell' ordine del 30-40 % il fabbisogno di spazi necessari (v., p.e., l' offerta della ditta tedesca Woehr nella rubrica destinata alle "Tecnologie Edilizie" del sito elettronico www.np-teorico.de) per il venir meno di rampe di accesso e corsie di alimentazione, scale, e, corrispondentemente, dei costi d' investimento e di manutenzione per la costruzione di edifici destinati al parcheggio di auto anche negli interstizi urbani, specialmente nei centri storici. Inoltre i sistemi di parcheggio meccanico e automatico limitano i rischi di furto e di danni per vandalismo alle auto, con relativi risparmi nella stipula delle polizze di assicurazioni, oltre ad una sensibile riduzione (e conseguente immissione) di gas di scarico nell'aria e miglioramento della qualità della vita nella città, l'introduzione della mobilità elettrica avrebbe come conseguenza la riduzione del fabbisogno di spazi da destinare al traffico di scorrimento e di sosta e, pertanto, una "reconquista" dello spazio urbano da parte dei pedoni, degli abitanti e dei fruitori della città.

Tutte le chance che l'introduzione della mobilità elettrica offrirebbe al paesaggio urbano delle nostre città e della città storica italiana, in particolare. Chance che si schiudono alla formazione di una ormai indilazionabile consapevolezza ecologica in relazione ai nostri consumi energetici e alle nostre abitudini quotidiane che devono essere messi in discussione e ripensati. Tutto questo non significa che la mobilità elettrica determinerà o sarà in grado di determinare tali effetti. Poiché in primo luogo saranno le chance a dover essere metabolizzate per indirizzarle, infine, nei giusti canali di sviluppo.

Nicola Piro
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