Tradizioni celtiche nel Medioevo

Un accurato restauro ha reso agibili tutti i dodici piani della torre Prendiparte.

Metti a suonare un "Piper", un suonatore di cornamusa scozzese (Domenico Saccucci) e un suonatore di arpa celtica (Duccio Lombardi) in cima alla terrazza panoramica della seconda torre più alta di Bologna (60 metri), la Torre Prendiparte, mentre si degusta birra originale irlandese, ed eccoti servite le "Tradizioni celtiche nel Medioevo di Bologna".

 

Organizzato da Giovanardi Hospitality in collaborazione con "I Locali della Notte", il sindacato degli esercizi pubblici notturni, questo modo insolito di scoprire le bellezze artistiche e monumentali della città di Bologna è stato presentato nel corso di una conferenza stampa svoltasi al dodicesimo piano della Torre Prendiparte, al termine di una visita guidata tenuta in costume medievale da Sophie Menini, operatrice delle Guide d’Arte Confesercenti.

 

Il tour culturale, musicale e di degustazione sarà riproposto per i turisti e per tutti i bolognesi in altre sei serate di due turni ciascuna (alla 20 e alle 22) del 14, 20 e 28 giugno e del 5, 9 e 19 luglio prossimi (informazioni e prenotazione obbligatoria allo 051.389204).

 

"A 750 anni di distanza — ha affermato Matteo Giovanardi, proprietario della Torre Prendiparte — questa torre porta ancora il nome della famiglia che la realizzò, anche se molti bolognesi la conoscono come la Torre Coronaria. Dopo diversi passaggi di proprietà (per un periodo fu anche della Curia che la utilizzò pure come carcere), è stata acquistata da mio padre.

 

Un accurato restauro ha reso agibili tutti i dodici piani della torre e restituito i graffiti, le iscrizioni e i disegni lasciati nelle carceri dai reclusi.

Oggi la Torre Prendiparte è diventata in un certo senso pubblica con la realizzazione al suo interno di un bed and breakfast e con queste serate di musica e birra celtiche".

 

A Guido Moretti, docente di progettazione urbanistica al Dipartimento di architettura e pianificazione dell’ateneo bolognese, è toccato raccontare la funzione delle torri e la loro diffusione nella città in epoca medievale.

 

"Fino al ’600 — ha rivelato — Bologna è stata la città più rappresentata iconograficamente.
Per descriverla, difatti, bastava disegnare una cinta muraria con dentro una serie di torri.

 

Quante erano le torri nel Medioevo? Nell’800, al termine di un accurato studio, Giovanni Gozzadini disse che erano 200. Si è scoperto che erano molto di meno, circa 100.

 

Le torri rappresentavano le famiglie gentilizie e si ergevano sui borghi di case basse. Servivano alla difesa ed erano attorniate da incastellature di legno. Purtoppo le grandi urbanizzazioni di inizio ’900 comportarono l’abbattimento di numerose torri nel centro storico di Bologna".

 

fonte:bologna2000

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