Da una comunicato della società EurSPA (90% Ministero dell’Economia e delle Finanze e 10% Roma Capitale) si è appreso che è stato presentato al Tribunale di Roma la domanda di omologa dell’accordo di ristrutturazione dei debiti, raggiunto con i principali creditori della Società.
L’accoglimento della domanda consentirà la prosecuzione della normale attività di gestione, nonché il pagamento integrale dei creditori e il completamento delle opere in corso.

È quanto confermato dalla nota dell`Eur SpA, che sottolinea come il piano di ristrutturazione prevede: la cessione di quattro immobili all’Inail, la cui offerta d’acquisto è risultata quella economicamente più vantaggiosa tra le altre ricevute; la ristrutturazione dell’indebitamento finanziario mediante il rimborso di circa 156,4 milioni di euro ed il mantenimento di un debito residuo per circa 75 milioni di euro. Tale debito residuo verrà rimborsato attraverso la vendita dell’albergo “La Lama” e/o la valorizzazione dell’area dell’ex Velodromo Olimpico.

La rinomata società (nata nel 2000 per volontà del Ministero del Tesoro, dalla trasformazione dell'Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma) doveva essere attiva nella gestione e nello sviluppo immobiliare del famoso quartiere romano.

Oltre a quella di gestire e valorizzare un patrimonio di raro pregio, eccezionale per la quantità di opere monumentali del razionalismo architettonico italiano, (come si legge sirettamente dal sito ufficiale) la mission della società doveva essere anche una attività di 'asset management' per la realizzazione di grandi progetti di sviluppo immobiliare e valorizzazione urbanistica.

Tra questi, c'era anche la realizzazione del Nuovo Centro Congressi “La Nuvola”, rilevante per l'industria turistica nazionale, che molte critiche ha suscitato in tempi non molto lontani.
La recentissima notizia dell'accordo sui debiti maturati dalla società rimette in piedi la possibilità del completamento dei lavori del Nuovo Centro Congressi grazie anche alla prevista erogazione di un finanziamento da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze per un importo complessivo pari a 36,9 milioni di euro.

E' inevitabile, quindi, che continuino sempre a pagare i cittadini italiani i tanti e continui errori di chi non gestisce oculatamente il denaro pubblico.

Arch. Lorenzo Margiotta

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