Il Consiglio di Stato, con la Sentenza 4.1.2013, n. 5, ha puntualizzato sulla possibilità, di fronte a norme del piano regolatore generale che impongono l’approvazione di strumenti urbanistici attuativi, di rilasciare un titolo abilitativo edilizio nei casi in cui l’intervento ricada in zone ormai completamente urbanizzate e dotate di tutti i servizi necessari.

Titolo abilitativo edilizio rilasciato anche in assenza del piano attuativoIl titolo abilitativo edilizio, quindi, può essere rilasciato anche in assenza del piano attuativo, richiesto dalle norme di piano regolatore, solo se in sede istruttoria l’amministrazione abbia accertato che l’area edificabile in questione si trova in una zona integralmente interessa da costruzioni e dotata delle opere di urbanizzazione

Si può quindi prescindere dalla lottizzazione convenzionata prescritta dalle norme tecniche di piano solo ove nel comprensorio interessato sussista una situazione di fatto corrispondente a quella derivante dall’attuazione della lottizzazione stessa, ovvero la presenza di opere di urbanizzazione primaria e secondaria pari agli standard urbanistici minimi prescritti, ossia di una sostanziale inutilità del piano attenuativo stesso.

La valutazione dell’esistenza di tale presupposto deve quindi essere oggetto di un’esplicita attività istruttoria, sia nell’ambito procedimentale che in quello processuale.

Ambito applicativo

Il limite temporale del quinquennio, riguardante l’efficacia delle prescrizioni dei piani regolatori generali nella parte in cui incidono su beni determinati ed assoggettano i beni stessi a vincoli preordinati all’espropriazione od a vincoli che comportino l’inedificabilità, è valevole unicamente per quei vincoli che producano un effetto sostanzialmente espropriativo, tale da annullare o ridurre notevolmente il valore degli immobili cui si riferiscono.

Precisazione

La Sentenza ha evidenziato, però, che quando ci si trova in presenza di un'area di intervento di notevolissima estensione, il prescindere dallo strumento esecutivo con riguardo ad una vasta porzione del territorio comunale, risulta una ipotesi realmente eccezionale, la quale presupporrebbe non una generica affermazione della preesistenza dei servizi pubblici principali, né della circostanza che "l’area ricade in zona urbanizzata", ma, invece, una compiuta dimostrazione dell’effettivo livello di urbanizzazione dell’area specifica cui l’istanza si riferisce, urbanizzazione tale da rendere superfluo il ricorso ad uno strumento di pianificazione esecutiva, e quindi comprensiva delle necessarie opere di urbanizzazione sia primaria che secondaria.

Arch. Maria Renova
Fonte: Consiglio di Stato
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