Il Consiglio dei ministri ha approvato, il 15 scorso in esame definitivo, il decreto legislativo sul riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, il cosiddetto Nuovo Codice degli Appalti.

Il Codice, che conferma l’impianto del testo preliminare del 3 marzo scorso, contiene recepimenti dei pareri del Consiglio di Stato, delle Commissioni parlamentari competenti e della Conferenza Unificata.

Secondo il comunicato stampa del Governo, il nuovo “Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione” contiene criteri di semplificazione, snellimento, riduzione delle norme in materia, senza la necessità di un regolamento di esecuzione e di attuazione.

Ma in effetti si deve attendere l’emanazione di atti di indirizzo, bandi-tipo, contratti-tipo, altri strumenti di regolamentazione flessibile, e linee guida di carattere generale proposte dall’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) previo parere delle competenti commissioni parlamentari.

Saranno le linee guida ad assicurare la trasparenza, l’omogeneità e la speditezza delle procedure e fornire criteri unitari. Avranno valore di atto di indirizzo generale e consentiranno un aggiornamento costante e coerente con i mutamenti del sistema.
E non solo, visto che viene anche regolata la Governance, con il rafforzamento dell’ANAC nel sostegno alla legalità, senza che sia stato ancora aumentato l'organico professionale dell'Anac.

Tutto è demandato all'Anac nel quadro delle sue funzioni di vigilanza, di promozione e sostegno delle migliori pratiche e di facilitazione allo scambio di informazioni tra stazioni appaltanti, oltre alla tenuta del nuovo albo dei componenti delle commissioni giudicatrici.

Novità

Il nuovo Codice (pubblicato in G.U. Serie Generale n.91 del 19-4-2016 - Suppl. Ordinario n. 10, con Allegati) sviluppa il superamento della Legge Obiettivo attraverso strumenti di programmazione delle infrastrutture, insediamenti prioritari e l’espresso richiamo all’applicazione delle procedure ordinarie.

E’ stata introdotta una forte limitazione all'appalto integrato, ammesso solo in casi eccezionali quali la finanza di progetto o il contraente generale.
Sul contenzioso, introduce un nuovo rito abbreviato in camera di consiglio sull’impugnativa dei motivi di esclusione, nonché disciplina rimedi alternativi alla tutela giurisdizionale.

Qualità del progetto

Il nuovo sistema è incentrato sulla qualità e consente di eliminare la causa principale del lievitare dei costi delle opere pubbliche, rappresentata da gare su progettazioni preliminari.
Sono previsti tre livelli di progettazione: il nuovo progetto di fattibilità tecnica ed economica, il progetto definitivo ed il progetto esecutivo, che viene posto a base di gara.

La nuova forma di progetto di fattibilità rafforza la qualità tecnica ed economica del progetto. La progettazione deve assicurare il soddisfacimento dei fabbisogni della collettività, la qualità architettonica e tecnico-funzionale dell’opera, un limitato consumo del suolo, il rispetto dei vincoli idrogeologici sismici e forestali e l’efficientamento energetico.

Il nuovo progetto di fattibilità sarà redatto sulla base di indagini geologiche e geognostiche, di verifiche preventive dell’assetto archeologico, fermo restando che deve individuare il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività. È stata prevista la progressiva introduzione di strumenti di modellazione elettronica che potranno essere utilizzate nelle gare bandite dalle stazioni appaltanti più qualificate.

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?