Agevolare il processo di ricostruzione assicurando un innalzamento del livello di sicurezza sismica e una riduzione della vulnerabilità urbana con risorse, criteri e procedure ai Comuni per la perimetrazione delle Unità minime di intervento (UMI) e la redazione dei Piani della ricostruzione.

È questo quanto previsto dall’ordinanza n.60, emanata lunedì scorso 27 maggio, dal Commissario delegato alla ricostruzione e presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani che stabilisce le misure per la riduzione della vulnerabilità urbana e i criteri per l’individuazione e perimetrazione delle UMI e aggregati edilizi nonché per la redazione dei Piani della ricostruzione.

Le risorse a disposizione ammontano a 1,8 milioni di euro di cui 1,2 milioni per la redazione dei piani e 600mila euro per l’individuazione delle UMI.

Per raggiungere in maniera efficace tale obiettivo, già la legge regionale 16/2012 individua quali strumenti operativi le UMI e i Piani per la ricostruzione. L’ordinanza è consultabile sul sito www.regione.emilia-romagna.it/terremoto nella sezione ‘Atti per la ricostruzione’, e pubblicata sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Emilia-Romagna (Burert).

Per quanto riguarda le Unità minime di intervento, le amministrazioni comunali devono armonizzare l’esigenza di assicurare l'unitarietà dell'intervento sotto il profilo strutturale, tecnico-economico, architettonico ed urbanistico, con la fattibilità e rapidità degli interventi, dimensionando le UMI anche sulla base del coinvolgimento dei cittadini e lo stato degli interventi di ricostruzione in essere.

I Piani per la ricostruzione disciplinano le varianti alla pianificazione vigente indispensabili per favorire interventi di riparazione, ripristino con miglioramento sismico e di ricostruzione degli edifici esistenti danneggiati.

I Piani, oltre alle disposizioni relative alla ricostruzione, possono prevedere eventuali incentivi urbanistici e misure premiali diretti a favorire la rapida e completa attuazione degli interventi. Questo provvedimento ne disciplina i contenuti essenziali e i criteri per la loro redazione.

Novità anche per quanto riguarda gli edifici vincolati dalla pianificazione ubicati fuori dai centri storici e dai nuclei storici non urbani. Si tratta degli edifici le cui strutture portanti verticali siano crollate per più del 50% e abbiano subito particolari danni alle strutture: per essi non trova applicazione la disciplina di tutela prevista dagli strumenti urbanistici e vengono equiparati agli edifici completamente crollati.

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