L'Italia, ricca di monumenti, chiese e beni culturali di alto valore, deve accorgersi ogni volta che accade un sisma, anche se di non fortissima entità, che il suo patrimonio artisico, culturale e architettonico è in grave rischio.

Terremoto e danni sismici sul PollinoE' accaduto in Sicilia, nel Friuli, in Abruzzo, in Emilia e Lombardia, ed ora anche in Calabria.
Non impariamo mai dalle vicende pregresse.

Il terremoto che ha colpito il territorio compreso tra le province di Potenza e Cosenza, nella zona del massiccio del Pollino, non fa differenza, e sebbene finora i danni non siano eccezionali (senza considerare le condizioni di vita dei cittadini locali) pur tuttavia già si hanno notizie di interventi necessari per una tempestiva messa in sicurezza e spostamento in luoghi sicuri di quei beni culturali mobili, esposti al rischio di crolli o ad agenti atmosferici.

Dalle prime informazioni risultano particolarmente colpiti il comune di Mormanno, dove è stata dichiarata inagibile la chiesa di Santa Maria del Colle, e il comune di Altomonte, dove danni sono stati rilevati al campanile della chiesa di Santa Maria della Consolazione.

Come sempre, immediatamente si sono attivate le varie Unità di crisi, protezione civile, vigili del fuoco, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, carabinieri per la tutela patrimonio culturale.

Ma perchè non si è mai preparati e pronti ad attuare procedure prestabilite, piani di prevenzione, opere di manutenzione, programmazione preventiva preposta alla salvaguardia di tutto ciò che fa parte della nostra cultura nazionale?
Perchè c'è sempre una sottovalutazione dei rischi, una mancanza di sensibilizzazione dei cittadini, una carente formazione della popolazione?

Giorni fa Giuseppe Zamberletti, Presidente emerito della Commissione Grandi Rischi, aveva dichiarato che "manca un impegno di lungo periodo per la formazione dei cittadini. Manca una preparazione psicologica sui modelli comportamentali nell’ipotesi sisma. Ma non bisogna fare solo prediche inutili sull’adeguamento antisismico, su cui non ci sono mai i tempi e le risorse. Ci sono modelli comportamentali e iniziative che possono comunque migliorare la difesa della vita delle persone."

Cosa aspettiamo allora, lasciamo spazio sempre ai nostri giudici come nella recente condanna degli scienziati italiani della Commissione Grandi Rischi per i fatti del terremoto in Abruzzo del 2009?

Arch. Lorenzo Margiotta
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