Due recenti scosse registrate nei pressi di Messina, altre in provincia di Foggia (nei pressi del Gargano), e ancora: in Umbria, nella Pianura Padana, nel distretto sismico della Lunigiana (Massa Carrara), nell'appennino Modenese, nei pressi della costa adriatica di Termoli, ecc. ecc.

Ormai si stanno ripetendo ovunque in Italia, e dopo i gravi eventi che hanno fatto collassare numerose abitazioni e centri storici (L'Aquila, Mirandola, Medolla) non si devono sottovalutare le scosse che, seppure di magnitudo leggermente superiori a 2,0 della scala Richter, creano molta paura e allarme fisico in tutti i cittadini.

In geofisica i terremoti (movimenti della terra), detti anche sismi o scosse telluriche, sono vibrazioni o oscillazioni improvvise e più o meno potenti della crosta terrestre, che provocano spostamenti improvvisi, onde sismiche ed anche terremoti associati.

Gli eventi sismici, specialmente quelli più dannosi, non si possono prevedere nonostante il grande impegno della ricerca scientifica.
Allo stadio attuale della ricerca sismologica, infatti, i risultati più concreti per la previsione dei terremoti si hanno per via statistica e probabilistica.

Allora che fare?

L'unica possibile alternativa è la prevenzione dei danni materiali e umani mediante l'uso di efficaci tecniche antisismiche di costruzione di edifici proprie dell'ingegneria sismica.
Se non si può evitare il sisma almeno si devono minimizzare i danni anche di terremoti estremamente potenti (come già avviene in Giappone).

L'Italia ha vissuto per anni nella speranza che i terremoti fossero eventualmente concentrati solo in alcune aree ben delimitate (specialmente sulla convergenza delle due grandi placche telluriche, africana ed euroasiatica), ma oggi ci siamo accorti che ciò non è reale.
Tutto il territorio italiano è a rischio sismico, basti pensare che quasi tutti i centri antichi dei comuni italiani hanno una percentuale altissima di fabbricati costruiti in tufi e mattoni, e a volte anche su terreni soggetti a frane.

Quindi il consolidamento statico di tutti gli edifici dovrebbe essere uno scopo prioritario per la popolazione. Già molto si sta facendo con la progettazione delle nuove costruzioni mediante criteri antisismici tali da contrastare il rischio sismico, ma moltissimo si deve ancora fare per adeguare a dradi di sicurezza maggiore gli edifici già realizzati.

Paolo Stenoli

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