Nella compagine del nuovo governo troviamo Corrado Passera, il banchiere e manager agguerrito che da anni -in primo piano- solca le vicende italiane.
Già del gruppo di Carlo De Benedetti e del Gruppo Olivetti, direttore generale di Arnoldo Mondadori Editore,  del Gruppo Editoriale L'Espresso e del Banco Ambrosiano Veneto, nonché advisor dell'operazione di salvataggio Alitalia.
Dal 16 novembre scorso è il ministro dello Sviluppo economico e sembra che condivida in pieno tutte le posizioni del nuovo presidente del Consiglio Mario Monti.

Sviluppo economico e delle infrastruttureMercoledì scorso, infatti, Mario Monti ha dichiarato di dover agire subito o "l'Italia rischia". Ovviamente si preoccupano ancor di più politici e forze sociali che già sanno di doversi attendere un pacchetto di proposte particolarmente gravose.
Ma Monti è stato ancora più esplicito: "Occorre fare in fretta, ... o ci saranno conseguenze gravi per tutti".

E ieri Corrado Passera ha doppiato le dichiarazioni allarmiste: "Siamo in un momento molto difficile, stiamo sicuramente rischiando di rientrare in recessione".
Forse c'è ancora qualche italiano che non se ne sia accorto?

Nella sua prima uscita pubblica, Corrado Passera ha infierito ancora nella piaga della crisi economica con le sue dichiarazioni. Per fortuna però ha ufficializzato anche che non è responsabilità dell'Italia, mettendo l'accento sulle responsabilità esterne.

Intanto lo sviluppo italiano è bloccato e bisogna correre ai ripari. E subito Passera ha fatto trapelare una proposta destinata a far discutere: cedere i titoli di stato alle imprese per ripagare in questo modo il debito che il settore pubblico ha maturato nei confronti delle stesse.

Non si è fatta attendere, ovviamente, la risposta degli industriali e il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha subito dichiarato: "Ce ne ha parlato il ministro e noi lo condividiamo assolutamente. Questo tema dei 70 miliardi di euro di debiti pregressi che lo Stato ha verso le aziende è un problema enorme".

Questa soluzione potrebbe portare il vantaggio di condividere con le banche il peso dei titoli Bot e Btp e di correggere il bilancio della pubblica amministrazione, oggi come mai, sotto osservazione, dopo che tra l'altro una direttiva europea approvata nel primo semestre del 2011 ha imposto dal 2013 che i pagamenti della Pa avvengano entro il limite dei 30 giorni.

Ma le parole di Corrado Passera non si sono limitate a questo, e ha evidenziato una situazione dell'Italia già nota a tutti: bisogna chiudere il divario con il Sud che si sta allargando, consapevoli che le diverse parti del Paese sono molto diverse.
E il nuovo ministro ha anche aggiunto: "Non esiste una strategia comune e il governo è al lavoro per affrontare l'emergenza numero uno che è quella del disagio occupazionale, molto più ampio di quanto ci dicono le statistiche - la priorità assoluta del Paese".

Forse però siamo stanchi di dichiarazioni e allarmismi che confermano soltanto una situazione ormai conosciuta.  Abbiamo bisogno di proposte concrete e azioni immediate. Questo nuovo governo (cosiddetto "tecnico") è nato per risolvere i problemi.
Attendiamo fiduciosi  le novità sacrificali del prossimo lunedì parlamentare.

Arch. Lorenzo Margiotta
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