C’è un evidente scollamento tra le ambizioni e la realtà quando si parla di sostenibilità.
Ciò è dovuto alla particolare situazione storica attuale: veniamo da una cultura di grande trasformazione industriale che ha generato, da una parte, tecnologia, sviluppo e un miglioramento della qualità della vita, ma che, dopo molti anni, ha presentato il conto ambientale e sociale con gravi conseguenze planetarie in termini di sopravvivenza.

One airport square, Accra, Ghana

Come tutte le cose, quando degenerano, lo fanno a scapito di qualcuno e in questo caso è la natura che comincia a protestare attraverso i cambiamenti climatici. Ciò avviene anche per i diritti fondamentali di tutti gli uomini, nell’ambito delle conquiste sociali di quella parte di società poco rappresentata che decide di alzare la voce attraverso la rete e le associazioni umanitarie.

Come molte altre derive anche questa è provocata dalle distrazioni di un mondo che guarda con troppa attenzione alla logica dei profitti, dello sviluppo e del successo, ma a cui sfugge la sottile differenza con il progresso. Nessuno, per prima la politica, ha voluto capire il carattere della propria città, il suo dna culturale, le vocazioni e le aspirazioni dei suoi abitanti.
Tutto ciò ha permesso la costruzione di edifici inadeguati con caratteristiche costruttive globalizzate, più vicine alle esigenze del mondo della finanza che alle necessità dei cittadini, i quali vedono crescere una città contemporanea che non riconoscono, mentre chiedono più parchi pubblici, più orti, più piazze e strade pedonali, chiedono più rispetto, chiedono più aria pulita e più cura per i loro figli.

La sostenibilità, così come la immaginiamo, dovrebbe rispondere proprio a questo e dunque nascere sulle reti e nelle relazioni con i cittadini e non solo sui piani finanziari. Immaginare gli edifici sostenibili vuol dire aprire una profonda relazione con il luogo e con il suo clima. Immaginiamo di ripensare gli edifici nei quali il rapporto tra l’architettura e la sua ingegneria non sia solo tecnologico, ma genetico. Nella forma, nella materia e non più solo nelle macchine.

Dobbiamo immaginare edifici a bassa tecnologia visibile per far lavorare di più la forma e i materiali che stanno cambiando per diventare attori del risultato, materiali che svolgono un lavoro invisibile, una funzione, e che saranno parte di una nuova economia circolare. Questo processo mi sembra un passo più vicino alla complessità della natura piuttosto che a quella dell'artificio meccanico. Edifici con alto grado d’empatia, un’empatia creativa.

L'incontro si svolgerà (mercoledì 22 giugno, ore 18,30) nell’auditorium della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo - Via Modane 16, Torino.
Info: info@alessiostudio.com

Mario Cucinella

Mario CUCINELLA è il fondatore di MCA. Con oltre 20 anni di pratica professionale, MCA ha sviluppato una grande esperienza nella progettazione architettonica, con particolare attenzione ai temi dell’energia e dell’impatto ambientale degli edifici.

Laureato a Genova con Giancarlo De Carlo, lavora come Responsabile di progetto da Renzo Piano a Genova e a Parigi. Dal 2004 è ‘Honorary Professor’ all’Università di Nottingham in Inghilterra. Nel 2013 è ‘Guest Professor’ in Emerging Technologies presso la Technische Universitat di Monaco di Baviera e nel 2014 è Professore a Contratto presso l’Università Federico II di Napoli. È attualmente Direttore del comitato scientifico PLEA (Passive and Low Energy Architecture). Nel 2014 ha collaborato, in qualità di tutor, con Renzo Piano al progetto G124 per il recupero delle periferie in Italia. Nel 2015 fonda insieme a Viviamolaq LAP, il Laboratorio di Architettura Partecipata che ha come scopo la creazione di un nuovo modello di ricostruzione di edilizia scolastica.

Nel 2012 fonda Building Green Future l’organizzazione no-profit con l’obiettivo di integrare architettura sostenibile e energie rinnovabili per migliorare le condizioni di vita e l’accesso alle risorse nei paesi in via di sviluppo.
Nel 2015 costituisce a Bologna S.O.S. - School of Sustainability, una scuola volta alla formazione di nuove figure professionali nel campo della sostenibilità.

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