Giunto alla terza edizione, Il Festival (dal 24 maggio a 6 ottobre) si conferma come evento tecnico-culturale e di green marketing territoriale, per far conoscere meglio pratiche già esistenti in termini di sostenibilità ambientale.

Parallelamente costituisce un’occasione per riflettere su ciò che c’è ancora da fare per innovare, migliorare, integrare, coordinare, nel pubblico, nelle imprese del settore e nella società civile, per passare dai buoni auspici alle pratiche.

La Green Economy è un percorso e un concetto in divenire, intersettoriale, non una moda di settore.
Ingloba varie filiere produttive: dalle energie alternative alle tecnologie pulite, dalla mobilità alla gestione dei rifiuti, dall’agricoltura sostenibile alla tutela delle acque, dalla bio-edilizia ai prodotti alimentari delle filiere corte, dalle nano e bio-tecnologie, ai motori green.

Nel Festival si approfondiscono i temi dell’innovazione green d’impresa come fattore di competitività e rilancio economico, gli strumenti offerti dalle applicazioni digitali per la Green Economy nel quotidiano, le implicazioni e nuove frontiere riguardanti la Rigenerazione Urbana e le nuove possibilità offerte della tecnologia per le abitazioni sostenibili e modelli di Smart City.

Futuro della Green Economy

La Green Economy può rappresentare per il Distretto ceramico e per il suo territorio un volano di cambiamento, offrire nuove opportunità commerciali, stimolare innovazioni tecnologiche, trovare nuove soluzioni a problemi ambientali e sociali per molti distretti industriali in crisi o in fase di trasformazione, e per il loro territori.

Coniugare il Made in Italy alla sostenibilità ambientale e alla Responsabilità Sociale d’impresa può essere un fattore chiave per uno sviluppo duraturo, moderno, e carico di valori.
La Green Economy, infatti, non è affare solo di imprese, grandi, medie e piccole che utilizzano tecnologie innovative per fornire nuovi prodotti green.

Prevede anche un ruolo chiave del cittadino come consumatore di prodotti e servizi. Richiede, in contesti di austerità, di consumare meglio risorse scarse con un occhio alle ricadute di scelte economiche, sociali e ambientali. Un impegno non per essere solo “più green” ma per essere razionalmente più efficienti, sostenibili e competitivi, migliorando la qualità della vita, delle persone e dei territori.

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