Nonostante la terra continui a tremare i ragazzi sono tornati sui banchi di scuola. In particolare è stata riaperta una scuola allestita in un prefabbricato alle porte di Norcia dove gli studenti (di superiori, medie ed elementari, a turno) hanno ripreso l'attività scolastica dopo il terremoto del 30 ottobre.

Nel giorno della riapertura delle scuole a Norcia, una trentina di nuove scosse hanno turbato le popolazioni delle zone già piegate dal precedente forte sisma.
Due insegnanti hanno chiesto un posto in tenda per essere più vicini ai loro ragazzi e sono anche attivi dei servizi di navette per i pendolari.

“E' un segno di futuro subito, immediato, per Norcia e per tutta la Valnerina” la ripresa delle lezioni, sottolinea il presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, inaugurando il prefabbricato che ospita le aule.
“Ritornare a scuola - ha detto Marini - è un segno di normalità per i ragazzi. Per la comunità anche di speranza. Ripartire dalla scuola vuol dire ripartire per il futuro. Credere a esso e che insieme possiamo ricostruire con qualità e con sicurezza questo territorio”.
Sarà raddoppiato il prefabbricato che a Norcia ospita le scuole. L'obiettivo è di realizzare una struttura che possa ospitare tutte le scuole, superando il regime del doppio turno, presumibilmente entro dicembre.

Tornano a scuola anche gli studenti di Arquata del Tronto. L’assessore regionale delle Marche all’Istruzione Loretta Bravi, ha sottolineato come gli studenti di Arquata e alcuni di Amatrice sono tornati sui banchi di scuola: “iniziamo con entusiasmo e insieme, in un luogo accogliente e con i nostri insegnanti”.

“Il progetto realizzato da Arquata del Tronto, che ha visto confluire gli studenti a San Benedetto, mantenendo gli stessi bambini e insegnanti, è un’esperienza che potrebbe essere ripetuta da altre comunità ospitate lungo la costa. La Regione Marche è impegnata a favorire la realizzazione di queste esperienze in maniera diffusa che permettono di rivivere una quotidianità, nell’ottica della serenità e della continuità didattica”.

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