"Sono anni che chiediamo ed attendiamo che i liberi professionisti possano formare apposite società, come avviene nel resto d'Europa". Questo l'appello del Consiglio Nazionae degli Architetti.

Societa tra Professionisti gli Architetti sollecitano i politiciLeopoldo Freyrie, presidente del CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori) ha inviato una lettera al presidente del Consiglio uscente Mario Monti e ai ministri della Giustizia e dello Sviluppo economico, affinchè, prima delle elezioni, il Governo vari finalmente il regolamento che consenta di avviare le Società tra Professionisti.

La Società tra professionisti (Stp) è stata introdotta, per la prima volta, nel 2001 per gli avvocati. Con la Legge di stabilità 2011 (legge 12 novembre 2011, n. 183), la Stp è stata introdotta anche per tutte le altre professioni (art. 10, commi da 3 a 11).
Poi, con la Legge 24 marzo 2012, n. 27, "Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività" sono state così consentite le costituzioni di società per l'esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico, superando ed eliminando il divieto di cui all’art. 2 della vecchia legge 23 novembre 1939 n. 1815, che consentiva l'esercizio associato delle professioni ricorrendo solo alla figura dello “studio professionale associato”.

E' palese a tutti che si sia intervenuti su una materia complessa, che chiaramente non coinvolge soltanto l’abrogata legge del 1939, ma le norme disciplinanti le singole professioni, tutte di rango primario, e quindi, più o meno consapevolmente, si confidava nel previsto Regolamento Attuativo per colmare alcune lacune e disciplinare le diverse attività.

I vari professionisti, quindi, attendono da troppi mesi il provvedimento di attuazione delle STP che giace in un cassetto ministeriale, forse per le iniziali opposizioni dei colleghi del Consiglio Nazionale Forense, visto che erano già state decise tutte le modifiche al Regolamento dopo i rilievi del Consiglio di Stato, accolti dal ministero competente.

"Ogni ulteriore ritardo - continua la lettera del presidente Freyrie - sarebbe non solo ingiustificabile ma anche dannoso per oltre un milione di professionisti italiani, in particolare per i giovani che, anche grazie ai provvedimenti da voi stessi adottati quali le "start up" e le "società a 1 euro", si troverebbe, invece, nelle condizioni per un migliore accesso al lavoro, integrando le competenze e mettendo assieme le risorse".

Non resta che ulteriormente sollecitare la doverosa urgenza a tutti i nostri politici già, per altro, impegnati nella novella campagna elettorale.

Arch. Maria Luisa Gottari
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