Presentata la Rilevazione annuale OICE-CER 2013-2014 e viene la conferma che è necessario creare condizioni di crescita e sviluppo in Italia, per competere adeguatamente all'estero.

In calo del 7,2% il valore della produzione delle società di ingegneria, attestato a 1,37 miliardi nel 2013; sul risultato 2013 pesa la costante flessione della domanda interna (-15,8%), al contrario della produzione estera che registra un aumento del 16,3%; le previsioni per il 2014 dei contratti all'estero registrano un +2,3% con una particolare attenzione ai paesi dell'Africa non mediterranea e dell'Asia, Medio oriente compreso, che già oggi rappresentano il 60% della produzione estera totale degli associati OICE.

Purtroppo si riduce anche il portafoglio ordini (2012-2013, - 1,4%, con previsione per il 2014 di - 8,4%, soprattutto per le imprese oltre i 50 addetti); sempre male il mercato degli appalti pubblici (- 14,7%); i ritardi nei pagamenti sono considerati dagli associati OICE il principale problema dopo quello della ridotta domanda interna.

Sono questi i dati principali contenuti nella 30esima edizione della Rilevazione annuale sulle società di ingegneria italiane, curata dall'OICE, l'Associazione aderente a Confindustria che raggruppa 435 società di ingegneria, con la collaborazione del Cer, Centro Europa Ricerche.

La Rilevazione, con i dati a consuntivo per il 2013 e previsionali per il 2014, ha messo in luce la continua diminuzione del valore della produzione degli associati OICE, con un netto spostamento verso l'estero che incrementa il proprio peso sul totale passando dal 26,8% del 2012, al 33,6% del 2013, fino al 34,9% previsto per il 2014.

Per l'ing. Patrizia Lotti, presidente OICE, la situazione complessivamente ancora critica all'interno della quale si muovono gli associati OICE necessita di azioni incisive sia sul fronte interno, sia sull'estero: "Ormai è chiaro che soltanto andando all'estero, con le difficoltà che comunque ciò comporta, le nostre aziende riescono e riusciranno a mantenere livelli di produzione che, seppure insufficienti, permettono di andare avanti; si tratta però di una sorta di sopravvivenza che deve trasformarsi al più presto in crescita e sviluppo. Per fare ciò occorre rilanciare la domanda interna, riaffermare la centralità del progetto, fase essenziale anche per il contenimento e l'efficienza della spesa pubblica, e permettere nel contempo alle strutture di progettazione italiane di dimensionarsi su livelli almeno comparabili a quelli dei nostri competitor stranieri."

Fonte web: www.oice.it

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