La crescita e lo sviluppo dell’ingegneria ambientale vede le società di ingegneria dell’OICE leader nel mercato italiano e impegnate su più fronti anche all’estero, ma sono necessari interventi forti per creare più mercato, attraverso il rilancio della centralità del progetto, l’eliminazione degli impropri affidamenti in house e il maggiore sostegno all’internazionalizzazione.

Societa di ingegneria ambientale piu mercato e qualitaE’ questo il messaggio lanciato dall’OICE, l’Associazione che riunisce le società di ingegneria e architettura italiane, dal Convegno “Progettare il futuro”, tenutosi martedì 27 novembre a Roma, nel quale sono stati illustrati anche i risultati dell’indagine sul “Mercato dell’ingegneria ambientale in Italia e nel mondo”.

E’ Patrizia Vianello, presidente del gruppo ambiente, ad illustrare - in apertura dei lavori - la posizione dell’OICE: “Le società di ingegneria ambientale, nate negli anni ’80 e cresciute numericamente e per dimensioni nei decenni successivi, sono altamente specializzate nei diversi settori di intervento e leader in Italia e all’estero per la loro competenza e capacità professionale, al punto da reggere con minori difficoltà l’impatto della crisi economica. In questo quadro generale occorre però che siano risolti soprattutto due problemi fondamentali: in Italia occorre più mercato e meno in house per rilanciare la domanda pubblica e la centralità del progetto; per l’estero occorre favorire le fusioni e le aggregazioni per reggere la competizione con i colossi stranieri e stabilire positive sinergie con gli amici costruttori per essere più forti come filiera delle costruzioni”.
 
L’appello a fare squadra lanciato dalla Vianello è stato raccolto dal presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti che ha sottolineato come debba essere “La qualità delle opere prima di tutto, il requisito fondamentale per entrambe le categorie” e ha invitato a uno sforzo comune progettisti e costruttori per far inserire nell’agenda del governo la tutela del territorio attraverso la prevenzione, il monitoraggio e la manutenzione come una “priorità irrinunciabile che da lavoro e fa crescere l’economia”.

E proprio sul terreno della prevenzione del rischio idrogeologico e della difesa del suolo, il capo della segreteria tecnica del ministero dell’Ambiente, Sebastiano Serra, ha confermato le indiscrezioni degli ultimi giorni in merito al varo in uno dei prossimi Consigli dei Ministri, di un piano straordinario di 40 miliardi per la prevenzione e ha annunciato che è allo studio del dicastero un provvedimento per agevolare l’ingresso delle imprese italiane del settore ambientale nei mercati esteri.

La soddisfazione del presidente OICE, Luigi Iperti, per il successo del convegno è accompagnata dall’amarezza per l’assenza di un valido supporto delle istituzioni competenti per le iniziative all’estero: “Non si vede una politica attenta all’estero da parte del governo: non esistono agevolazioni fiscali come in Spagna o incentivi per partecipare a fiere e manifestazioni per farsi conoscere sui mercati esteri e molte delle nostre società, che pure hanno raggiunto standard invidiabili a livello tecnologico, sono costrette a mandare via il personale perché mancano investimenti in Italia e la ricerca di prospettive di lavoro all’estero è troppo onerosa per le forze limitate delle piccole e medie società.”

Dal Rapporto Cresme, illustrato dal direttore Lorenzo Bellicini, emerge infatti che è soprattutto all’estero che si collocano le migliori prospettive di crescita: “Il mercato globale delle società d’ingegneria ambientale porta a prevedere una eccezionale crescita della domanda di ingegneria ambientale nel mondo".

Comunicato OICE
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