Chiarimenti espliciti sono stati dati, in varie occasioni, in merito all'assoluta importanza che si deve dare al DVR-Documento di Valutazione dei Rischi (o al POS) per analizzare tutte le possibili cause e condizioni di rischio, in tutte le variabili possibili.

A tal fine ricordiamo la sentenza n.41486/2015 della Cassazione Penale, Sez. IV, che ha affrontato tale argomento quando confermava la condanna a una datrice di lavoro in quanto ometteva l’adozione di misure per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, anche di carattere strettamente valutativo dei rischi a cui sono esposti i lavoratori (nella fattispecie il POS) contribuendo così a cagionare a un suo dipendente lesioni personali.

Secondo la Cassazione, infatti, "la valutazione del rischio è operazione complessa che consiste nell’analisi dei dati e nella loro valutazione in funzione di una concomitante definizione delle misure da adottare per eliminare o, ove possibile, ridurre il rischio individuato".
Inoltre il concetto viene così esplicitando: “le istruzioni verbali e le mere prassi operative non assumono quella forza cogente che deve essere, invece, attribuita alla 'codificazione' delle norme attuative antinfortunistiche in un documento scritto all’uopo redatto, lasciando ragionevolmente - al contrario - negli addetti alle lavorazioni ... quei margini di discrezionalità nella esecuzione di istruzioni meramente verbali e prassi,... in quanto del tutto plausibilmente soggette a quegli adattamenti suggeriti dalle concrete contingenze..."

Va ricordata anche la sentenza n. 39765/2015 della Cassazione Penale, Sez. IV, con la quale veniva ribadita l'importanza della formazione dei lavoratori in merito ai possibili infortuni sul lavoro.

La Suprema Corte, infatti, confermava la responsabilità di chi non avesse preveduto, nel documento di valutazione dei rischi, ad evidenziare quelli connessi all’operazione che ha deteminato l'incidente, ed in più la colpevolezza di chi non avesse provveduto alla corretta informazione dei fatti specifici "che potevano avere ripercussioni ... nel campo della sicurezza".

Il datore di lavoro (e chi per lui) è sempre responsabile dell’infortunio occorso a un dipendente se quest’ultimo non è stato informato a dovere sui possibili rischi, anche in presenza di un Documento di Valutazione Rischi. Lo aveva già confermato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 24452 dell’8 giugno 2015.

Ing. Enzo Ritto

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