Dopo un sisma (o il verificarsi delle cosiddette sequenze o sciami sismici), la perdita di vite umane, la distruzione di interi paesi e città, i catastrofici danni al patrimonio storico e artistico nazionale, si riaccende il dibattito su terremoti e previsioni.
Ma sulla base delle conoscenze attuali non è possibile prevedere quando e dove si verificherà un terremoto.

Le conoscenze dei fenomeni che accadono nelle profondità della Terra sono ancora molto scarse perché sia possibile fare previsioni esatte.

Bisogna considerare, dicono gli esperti, che i terremoti avvengono in media a 10-15 chilometri di profondità, dove non è ancora possibile studiare da vicino la deformazione delle rocce e il comportamento dei fluidi. Questi ultimi sono comportamenti così complessi da essere imprevedibili con gli strumenti attualmente a disposizione dei sismologi.

Si possono però predisporre dei "modelli previsionali" - che vanno comunque testati nella loro efficacia - e ancor meglio elaborare "mappe di probabilità a lungo termine", ossia modelli che si basano su calcoli e osservazioni sui terremoti avvenuti in passato.

Altra cosa è parlare di "mappe del rischio", che indicano invece il prodotto della probabilità di uno scuotimento e della vulnerabilità degli edifici.

E' proprio questo il problema che si deve affrontare e risolvere in Italia una buona volta: la vulnerabilità degli edifici esistenti, e forse anche futuri.

La vulnerabilità degli edifici, che danneggiandosi possono determinare vittime e feriti, resta il fattore principale su cui si può intervenire: essa dipende dalle caratteristiche costruttive (muratura o cemento armato, numero di piani, regolarità in pianta e in altezza) e dal grado di manutenzione obbligatoria.

Anche il senatore a vita, il famoso architetto Renzo Piano, ha dichiarato che "all'Italia serve una definitiva messa in ordine", che "bisogna ricostruire tutto dov'era" e sarebbe opportuno che "si facciano i bonus casa".

Forse l'intuizione "utopica" del professor Aldo Loris Rossi si potrà finalmente attuare: rottamare ciò che non è sismicamente sicuro.
Arch. Lorenzo Margiotta

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