In questo scorcio di estate volevo almeno fare una salto veloce in montagna, e il primo pensiero è andato subito al Trentino a me molto caro.
In realtà i paesaggi affascinanti meritano soste più ampie, ma dovendo scegliere mi è stato inevitabile ritornare a Rovereto.

I ricordi tornano sempre dove la memoria è più viva e intrigante.
E infatti le opere che mi hanno sempre entusiasmato, anzi la vita avventurosa di un grande personaggio che mi ha sempre incuriosito, è sempre stato il mio light-motiv, il tema ricorrente in forma espressiva delle mie ricerche: partire dal "futurismo italiano" e completare il mio gusto artistico restando affascinato dalle opere di Fortunato Depero.

Ma Rovereto non è un invito costante solo per la Casa d'Arte futurista di Depero (unico museo fondato da un futurista): c'è anche il MART, realizzato su design dell'architetto svizzero Mario Botta, che ospita il museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, "un edificio che ridisegna sempre nuove relazioni", queste le parole dello stesso progettista.

L'occasione è ghiotta, celebrare il decennale del museo, ma anche rivivere le forti impressioni che suscitarono la mia prima visione dell'opera architettonica del maestro svizzero: una costruzione realizzata tra edifici esistenti e quasi ad incastro con essi.
Un rispetto dell'esistente che non mitiga affatto la forza espressiva del nuovo.
E ancor di più: la lettura di un edificio in rapporto stretto con l'ambiente circostante ma capace di trasformarlo e di segnarlo con l'impronta nuova dell'uomo moderno.

Già arrivare al Mart è una piacevole sensazione di accoglienza: il suo spazio centrale, infatti, valorizza il linguaggio dell’intorno ed enfatizza la diversità dei linguaggi moderno-antico.

Anche questa volta mi torna subito alla mente una frase di Botta: "è un’attività che continuo a fare, perché non so fare altro". E lo fa proprio bene.
E' il contestualizzare le proprie architetture rispetto ai luoghi.

Questa è la mia riflessione finale, alquanto sintetica - lo riconosco - ma dopo l'attuale brevissimo viaggio, è la mia semplice considerazione, rafforzata anche dall'attenta visione della selezione "Costruire il Trentino - Premio di Architettura 2009/2012" (lì presente fino al 1 settembre), che mi ha riconfermato l'idea che oggi si deve guardare con più attenzione al recupero, alla valorizzazione dell'esistente, alla riqualificazione di qualità.

Arch. Lorenzo Margiotta

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