Alcune norme approvate in Senato, e che riguardano l'edilizia contenute nel Decreto Legge "del fare", hanno già ricevuto commenti favorevoli e non, rispetto a quanto già deciso dalle Commissioni parlamentari.

L'importante tematica delle semplificazioni per l'edilizia privata ha avuto una importante modifica: la prevista possibilità generalizzata di utilizzare la Scia (segnalazione certificata di inizio attività) per la demolizione e ricostruzione con modifica della sagoma.

Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, ha espresso un positivo commento dichiarando che "con il ripristino - rispetto allo stop deciso nelle Commissioni - della norma di semplificazione per gli interventi che cambiano la sagoma degli edifici, l'Aula del Senato ha dimostrato di voler procedere verso la strada della rigenerazione urbana sostenibile che ha come suo primo obiettivo la valorizzazione delle nostre città, del territorio, lo stop al consumo del suolo, la riduzione e l'efficienza dei consumi energetici".

A rigore di precisione il Senato ha escluso la possibilità dell'uso della Scia per "modifica di sagoma" nelle aree urbane sottoposte ai vincoli dei cosiddetti centri storici, limitazione - tra l'altro - già suggerita dagli architetti italiani favorevoli agli interventi di demolizione e ricostruzione con "modifica di sagoma" degli edifici originariamente esistenti al di fuori dei centri storici, pur nel rispetto della totalità della volumetria prima esistente.

La norma approvata nell'Aula del Senato, ma che deve tornare alla Camera per il beneplacito definitivo, impone ai Comuni di individuare, entro il 30 giugno 2014, nell'ambito delle zone omogenee A, le aree in cui non si potrà applicare la Scia per interventi di demolizione e ricostruzione che comportino modifiche della sagoma. Se i Comuni non vi procederanno e in mancanza di interventi sostitutivi della Regione, la deliberazione sarà adottata da un Commissario ad hoc nominato dal ministro dei Trasporti.

Il Senato ha anche soppresso il Documento unico di regolarità tributaria (DURT), approvato precedentemente dalla Camera, che aveva immediatamente scatenato da subito le proteste delle imprese.
Non era infatti una norma che avrebbe semplificato le operazioni di edilizia, anzi!

E anche l'approvazione di questo provvedimento, secondo Leopoldo Freyrie, "rappresenta un segnale indubbiamente importante per la ripresa dell'edilizia e la consapevolezza, da parte del Parlamento, che l'uscita dalla crisi passa necessariamente attraverso il sostegno ad un settore trainante, come quello delle costruzioni".

Arch. Francesca Giara

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