L’OICE, l’Associazione che riunisce le società di ingegneria italiane, nel corso dell’audizione sul decreto-legge Sblocca Italia svoltasi presso la Commissione ambiente della Camera, ha già illustrato richieste forti inerenti l'eliminazione della norma sugli affidamenti in house, la limitazione delle procedure derogatorie al codice e il rafforzamento dei poteri di controllo dell’ANAC.

Sebbene sia positivo il giudizio sulle risorse per il settore delle infrastrutture previste nel decreto-legge, l'OICE ha evidenziato ancora una volta che mancano interventi urgenti per fare ripartire il settore dell’ingegneria e dell’architettura in attesa della riforma del codice degli appalti pubblici, finalizzati alla centralità del progetto.

Per il presidente dell’OICE, Ing. Patrizia Lotti: "è apprezzabile la finalità del decreto che mira a rilanciare e dare continuità ad importanti investimenti infrastrutturali, un obiettivo largamente condiviso anche in relazione ai pesanti tagli di risorse pubbliche che il comparto ha dovuto patire in questi ultimi anni. Il punto è che tutto ciò non è sufficiente se non si affrontano alcuni problemi di fondo che ci auguriamo possano essere introdotti nel provvedimento. Siamo consapevoli che si è alla vigilia della riforma del codice e del regolamento, ma nonostante l’impegno del Governo saranno necessari molti mesi prima di potere disporre dei decreti delegati. Nel frattempo bisogna garantire a noi progettisti di operare con efficienza in un mercato che deve fare crescere le nostre strutture e non destrutturarle, come vorrebbe qualcuno. Soltanto crescendo in Italia sarà possibile ampliare l’operatività all’estero delle strutture organizzate di ingegneria e architettura e dare ancora più lavoro ai giovani professionisti che in esse operano".

Per l’Associazione delle società di ingegneria, quindi, è necessario intervenire su diversi aspetti con urgenza: “In primo luogo – ha affermato il presidente OICE - ...abbiamo evidenziato che, nel perseguire l’obiettivo di ridare centralità al progetto e al progettista, occorre anche intervenire sul problema dei ribassi, rendendo obbligatoria la prassi internazionale che consente di aprire le buste economiche soltanto per le offerte che superino un determinato punteggio tecnico. Anche sull’appalto integrato occorre intervenire eliminando l’affidamento sulla base del progetto preliminare, così come sarebbe bene prevedere la trasmissione all’ANAC anche delle varianti per errore o omissione progettuale. Infine è necessario rivedere la disciplina sulla nomina dei commissari di gara che non garantisce competenza, trasparenza e affidabilità dei soggetti nominati, attribuendo all’ANAC il compito di gestire tali nomine con un opportuno elenco e con opportuni criteri di rotazione".

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