Lo studio MAD Architects ha vinto il concorso, nel 2010, che mirava alla ristrutturazione del complesso "Boncompagni", tre edifici, una corte, otto piani, realizzati negli anni '70, nel cuore di Roma.

Dopo quattro anni di sviluppo degli elaborati progettuali e vari passaggi approvativi (compreso Beni culturali e Soprintendenze), c'è stato l'ultimo passaggio capitolino favorevole per il recupero del complesso immobiliare (che occupa un intero isolato tra via Boncompagni, via Puglia, via Sicilia e via Romagna), con un aumento di circa il 10% della superficie utile lorda, ed anche modifica della sagoma esistente.

Il progetto ora entra nella fase esecutiva.
La trasformazione totale del vecchio complesso in una grande e moderna operazione immobiliare residenziale la si deve principalmente all'idea inventiva dell'arch. Ma Yansong che, invece di demolire e sostituire gli edifici originali, ha pensato di rimuovere solo le facciate, aggiungere un nuovo quadro strutturale perimetrale, realizzare così superfici interne a pianta aperta con ampie pareti trasparenti.

L'architetto Ma Yansong è una figura centrale nel dialogo a livello mondiale sul futuro dell'architettura. Si è laureato presso l'Istituto di Pechino di ingegneria civile e architettura, e ha conseguito un Master in Architettura presso la Yale University. Attualmente è professore presso la stessa Università di Pechino ed è riconosciuto come una voce importante nella nuova generazione di architetti.

Il quartiere romano sarà trasformato radicalmente, ottenendo aspetto e funzioni completamente nuovi. Affascinano infatti le ampie trasparenze delle facciate e un'interpretazione contemporanea dello spirito orientale della natura.

Lo studio MAD Architects, fondato dal cinese Ma Yansong nel 2004, è uno studio di architettura globale impegnato nello sviluppo di progetti organici futuristici, e in precedenza -infatti- aveva già sperimentato questa idea progettuale innovativa.

Huangdu Art Center, Pechino

Così non possiamo non cogliere la similitudine del nuovo complesso di Roma con il progetto per il Huangdu Art Center, in prossimità del cuore della vecchia Pechino (vicino all'architettura storicamente importante come la Città Proibita) .

Un volume complesso, progettato come stratificazione verticale di molteplici volumi semi-solidi, per conservare l'anima di relazioni spaziali dei vecchi cortili cinesi.

Sarà la stessa immagine del complesso immobiliare di Roma: quasi un unico edificio semi-solido, composto da tanti piccoli pezzi a strati sovrapposti ma allo stesso tempo riconosciuto come un volume complessivo maggiore. Una forma geometrica vaga che mantiene relazioni spaziali interne con la natura e verso l'esterno con l'ambiente circostante.

Arch. Maria Luisa Gottari

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