Purtoppo si deve constatare ancora una volta che la classe politica italiana pensa ai cittadini come una massa amorfa che può essere defraudata della propria intelligenza.

Da tempo, ormai, in Italia si parla di dover provvedere con atti, leggi, disposizioni idonee a semplificare l'apparato burocratico italiano che soffoca la libera iniziativa, il vivere comune di ogni singolo cittadino, la possibilità di avere uno sviluppo economico costante e diraturo.

Ma ora siamo arrivati all'assurdo!
Nel mentre si provvede a legiferare con atti provvisori e non certo esaustivi, vedasi i provvedimenti che hanno disposto la semplificazione di alcune procedure edilizie (ma limitati alla presentazione di alcune pratiche, come i modelli unici SCIA, CIL, CILA), al tempo stesso - ma è solo propaganda dannosa - si sviolina una campagna mediatica di errata informazione.
Lo scopo è quello di far credere che si stia procedendo con il Famoso atto governativo "Sbocca Italia" (la legge 11.11.2014 n. 164) in materia edilizia.

Si tratta della la campagna di comunicazione "È casa tua, decidi tu" con la quale il Governo vorrebbe far credere che il singolo cittadino possa provvedere autonomamente a lavori di ristrutturazione.
Ma non si parla solo di appartamenti, si parla anche di edifici, pur sapendo bene che il Testo Unico sull'Edilizia (D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380) contiene precise e non aggirabili disposizioni regolamentari.

Lo Spot dice: "Per intervenire e modificare gli edifici e gli appartamenti, .... Puoi ristrutturare il tuo appartamento: rinnovare e sostituire alcune parti, come l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti, realizzare e migliorare i servizi igienico-sanitari e tecnologici.
Puoi dividere un alloggio grande in due più piccoli, o puoi unire alloggio contigui (sia sullo stesso piano che su piani differenti) per realizzarne uno più grande, potrai modificare così la superficie della tua abitazione secondo le nuove esigenze familiari."

Ma tutto ciò non è possibile senza idonea progettazione e responsabilità varie di tecnici abilitati e imprese qualificate. Anche lo spostamento di pareti ha spesso creato problemi e contenziosi tra immobili contermini e confinanti.

Si cita, sempre nella campagna di comunicazione, che "Sarà necessario, prima di dare inizio ai lavori, trasmettere al comune, anche semplicemente per via telematica senza recarsi negli uffici, la Comunicazione di Inizio Lavori". Ma il Governo sa che la stragrande maggioranza dei Comuni italiani non è ancora attrezzata a ricevere le comunicazioni on-line?

E poi il grande "bluff" della frase: "all’accatastamento ci pensa il Comune". Secondo l'illusoria ipotesi paventata dal Governo, i Comuni dovrebbero trasmettere le planimetrie di riferimento agli uffici di riferimento e l'Agenzia delle Entrate dovrebbe aggiornare le singole situazioni catastali. Ma quando, come, con quale personale, con quale tempistica?
Ma siamo tutti ingenui e creduloni?

Numerosissime sono state quindi le rimostranze da parte di tecnici, Collegi e Ordini professionali. Si spera che ci sia un immediato ripensamento, e si dia maggior credito alla serietà intellettiva dei cittadini.

Arch. Lorenzo Margiotta

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