Dopo aver dato un'interpretazione autentica alla Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) applicabile anche all'edilizia, aver esteso il campo di applicazione del nuovo titolo abilitativo agli interventi edilizi precedentemente compiuti con la DIA (Denuncia di Inizio Attività), aver dimezzamento da 60 a 30 giorni il termine per le verifiche ex-post da parte delle amministrazioni pubbliche sugli interventi in realizzazione, il cosiddetto Decreto Sviluppo ha introdotto una normativa quadro nazionale per la riqualificazione delle aree urbane degradate.

Riqualificazione urbana e Piano casaNel decreto, all'art. 5, commi  9-14, infatti, vengono introdotte disposizioni per tutte quelle aree urbane che risultino in stato di degrado. Dai più è stato interpretato come una nuova versione dell'ormai vecchio e inefficace Piano Casa, quasi un Piano Casa centralizzato, regolato da un provvedimento legislativo di rango nazionale col compito di fare da quadro a leggi regionali da emanare in tempi molto ristretti.

Il decreto legge prevede che le Regioni approvino entro 60 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento (14 maggio scorso) idonee leggi per incentivare la riqualificazione delle aree urbane degradate “con presenza di funzioni eterogenee e tessuti edilizi disorganici o incompiuti nonché di edifici a destinazione non residenziale dismessi o in via di dismissione ovvero da rilocalizzare”, anche con l'obiettivo di favorire lo sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili.

Questa risulta l'ennesima conferma che si dà molta importanza al rilancio edilizio come strumento per la ripresa dell’economia italiana.

Già tempo fa Paolo Buzzetti, Presidente dell'ANCE - Associazione nazionale costruttori edili - aveva sottolineato la necessità di snellire le procedure del Piano Casa per superare gli scogli incontrati nelle normative regionali e riprendere le misure sulle ristrutturazioni contenute nella finanziaria approvata dal Governo Prodi.
Buzzetti, nell'affermare che il piano era “fallito perchè infrantosi contro la sovrapposizione normativa tra Stato e Regioni" già auspicava la trasformazione in un nuovo Piano Città che avesse come principale obiettivo quello di riqualificare le aree degradate delle nostre città.

Tuttavia il combinato disposto di norme statali non molto chiare e di una materia sulla quale le Regioni vogliono rivendicare le loro competenze fa pensare che l’attuazione del presente decreto non sarà facile.

Arch. Lorenzo Margiotta
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