La riqualificazione, intesa come recupero – riabilitazione - risignificazione, pone, inevitabilmente, il problema di un confronto qualitativo, tra i quartieri intesi come elementi della città esistente ed i loro progetti di riqualificazione. In quest'ambito gli spazi urbani assumono un ruolo strategico, la loro progettazione e il loro disegno sono il risultato di uno sforzo complesso al quale contribuiscono molte componenti: le condizioni di accessibilità, l'efficienza dei servizi, l'inquinamento ambientale e visivo, la qualità delle tecniche della costruzione e della loro durata. L’obiettivo è, dunque, indurre un processo di riconversione urbana sostenibile, tale da dare riconoscibilità e dignità al quartiere, potenziando e razionalizzando le risorse delle quali esso dispone.
Il progetto propone un irregolare telaio insediativo, protetto in maniera lineare su due lati, da due strutture di “margine” esistenti alla scala urbana: ad est il fiume Esaro, ad ovest verso la linea ferroviaria.
Le unità intermedie, che organizzano le nuove funzioni, rappresentano gli elementi progettuali della scala intermedia in quanto relazionano le scelte strategiche della grande scala con quelle della scala architettonica.
Tutte le funzioni organizzate come “unità intermedie” nel parco urbano, possono trovare il loro giusto insediamento, confrontandosi con gli standards dettati, con il quadro della domanda d’utenza e con le istanze normative che consentono il normale funzionamento delle aree private e pubbliche relazionate, secondo caratteri di fruibilità, accessibilità, benessere e sicurezza.
Ai detti requisiti è da aggiungersi quello della salvaguardia ambientale, nella messa in opera di misure e dispositivi atti al risparmio energetico ed al miglioramento dell’efficienza energetico-ambientale dei sistemi costruiti, oltre che dalle previste opere di messa in sicurezza dell’abitato alla scala ambientale per l’ambito fluviale di pertinenza.
L’ampiezza dell’area d’insediamento dei corpi edilizi, la cubatura raggiunta e le superficie utili hanno fatto sì, che si organizzasse una struttura d’insediamento con corpi edilizi compatti, articolati all’interno, anche introversi, poiché incapaci di ritrovare spazi di relazione esterni ed esterni, in una mancata e sicura permeabilità delle zone filtro, di servizio, di ingresso e distribuzione e di affaccio sui due margini esistenti e costruiti della linea ferroviaria e dell’asta fluviale dell’Esaro, costruendo dei limiti fisici reali per l’insediamento.

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