Intervenire sulla sostenibilità del processo progettuale e produttivo rappresenta per l'Europa un passaggio obbligato e del tutto praticabile.

Presso la Casa dell’Architettura di Roma, si è svolta la seconda edizione del forum nazionale Abitare Verde, dedicato alla bioarchitettura e all’urbanistica sostenibile. L’edilizia in Europa è responsabile da sola di oltre il 40% del consumo di energia primaria, per lo più non rinnovabile.
Un consumo aumentato del 50% rispetto al 1980, visto che il 70% degli edifici è stato costruito precedentemente all'entrata in vigore delle prime normative sul risparmio energetico del 1976.

Il dato è valido anche per la realtà italiana (dove l'80% delle abitazioni è certificato nell'ultima classe energetica, ovvero la "G", la più energivora), a cui si aggiunge un elevato consumo per il raffrescamento degli edifici. Non è solo l’aspetto energetico connesso all’utilizzo degli stessi che desta preoccupazione, ma è l’intero modo di intendere il processo edilizio che risulta inefficiente: pianificazione, costruzione, uso e dismissione.

È del resto evidente come la continua urbanizzazione e l’impermeabilizzazione dei suoli crei seri problemi: microclimi urbani con temperature troppo elevate nella stagione estiva, scarsità d’acqua, inquinamento, ma anche problemi connessi all’utilizzo di tecniche e materiali con elevati contenuti di energia grigia, caratterizzati da cicli di vita molto brevi.

La seconda edizione del Forum Abitare Verde è stata l'occasione per discutere di urbanistica, efficienza energetica, riqualificazione, social housing, prodotti e tecnologie a impatto zero, soluzioni, certificazioni e strumenti innovativi per promuovere il green building.

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