"VISIONI – competenze oltre le idee", questo il tema base del XVII Convegno Giovani Imprenditori Edili svoltosi a Roma venerdì scorso, con esperti e rappresentanti del mondo della cultura, della politica e delle istituzioni.

Ecobonus più evoluti e premianti, incentivare la sostituzione edilizia, una strategia nazionale per incrementare l’utilizzo del Bim. Sono queste le principali proposte per il mondo dell’edilizia formulate dall’Ance Giovani.

L'inizio del 2016 è stato caratterizzato da un miglioramento del clima di fiducia delle imprese, ma secondo Roberta Vitale, presidente dei Giovani Ance, questi primi segnali vanno consolidati con un cambiamento di rotta: "Dobbiamo avere un nuovo approccio culturale del settore delle costruzioni che parte dal ripensamento del processo di produzione e dalle politiche del settore".
In pratica "Un modello innovativo di città, di impresa e di pubblica amministrazione".

Tra i temi chiave: “E’ l’innovazione il punto da cui partire per immaginare e gestire il mercato di domani: il bene casa non è più solo una necessità, ma è soprattutto fonte di benessere”, come sottolineato dal vicepresidente Nicola De Santis nel corso della prima tavola rotonda.

Sul tema delle città è intervenuta la vicepresidente Regina De Albertis, che insieme al Direttore della Sovrintendenza di Napoli, Luciano Garella, all’ordinario di urbanistica de La Sapienza, Francesco Karrer e all’ordinario di composizione architettonica del Politecnico di Milano, Pierluigi Nicolin, si è soffermata sulla necessità di “riqualificare i luoghi in cui viviamo con un piano strategico di lungo periodo, rinnovando le aree degradate con interventi semplici e convenienti, come accade nel resto d’Europa”.

Gli ecobonus, che hanno favorito il comparto della riqualificazione degli immobili residenziali in questi anni di crisi, "hanno dato un grosso sostegno all’edilizia" - ha sostenuto - "Ma adesso non bastano più e vanno rimodulati. La nostra proposta prevede una detrazione fiscale più alta a chi effettua interventi che consentono un maggior risparmio di energia. Chi meno inquina meno paga. Occorre inoltre rendere convenienti gli interventi di sostituzione edilizia favorendo la ricostruzione a seguito di demolizione. È necessario quindi che il costo di costruzione per queste opere sia ridotto di almeno il 20% e che comunque gli oneri di urbanizzazione siano dovuti solo in caso di maggiore incidenza urbanistica. Meglio ancora se poi si collegasse la sostituzione edilizia a un miglioramento della classe energetica dell’edificio. In ogni caso non vogliamo consumare suolo".

L'innovazione del BIM

E per puntare sulla qualità si deve passare ormai anche attraverso i nuovi strumenti digitali, per diminuire le occasioni di errore progettuale e costruttivo, garantire la riduzione dei tempi di realizzazione, e quindi permettere anche una considerevole riduzione dei costi.

In modalità Bim si eseguono oggi le più importanti opere di ingegneria e architettura del mondo, mentre in Italia è ancora poco diffuso.

"Dobbiamo puntare sul Bim – ha concluso il presidente di Ance Giovani. "Il primo approccio delle imprese è stato di diffidenza ma si tratta di un nuovo modello di processo produttivo indispensabile per alzare il livello qualitativo delle costruzioni".

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