Continua l’attenzione sulla qualità dell’architettura contemporanea, intesa come fenomeno sociale e culturale che oggi più che mai deve saper coniugare la qualità estetica con la funzionalità tecnica e la sostenibilità, in un rapporto rispettoso dell’ambiente e del territorio e attento alla qualità della vita dei suoi abitanti.

Rigenerazione urbana sostenibileNella prestigiosa cornice del Palazzo della Ragione si svolgerà la mostra della Biennale internazionale di Architettura “Barbara Cappochin”, in programma a Padova dal 27 ottobre al 13 febbraio 2012.
“SUPERURBANO. RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE” - questo il suo titolo - è il racconto di 19 esperienze di riqualificazione e rinnovo urbano in chiave sostenibile realizzate in diverse città del mondo: da Milano a Copenaghen, da Siviglia a Tripoli, e ancora Torino, Nantes, Vienna, Madrid, Medellin, Seul, New York, Dublino, Barcellona, ecc.

La mostra è pensata come una scena teatrale, in cui si propone in forma allegorica uno spaccato di città del futuro entro cui il visitatore può muoversi, vedere, imparare e interagire.
Grazie a un sofisticato progetto multimediale, il pubblico entra virtualmente nelle diverse realtà rappresentate dai singoli progetti, attraverso una sorta di labirinto sensoriale fatto di suoni, voci e rumori, che lo accompagnano all'interno di una città ideale dal forte impatto scenografico.

Sono scorci urbani raccontati attraverso un'interfaccia dinamica e interattiva, che lascia il visitatore libero di fruire dei contenuti video riguardanti i progetti in esposizione.
Esempi assunti a modello di quella che dovrà essere la città del futuro: sostenibile, intelligente, inclusiva.
Sono categorie ispirate alle linee guida proposte dal documento europeo “Europa 2020. Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”.

Progetti per la città sostenibile:
- il giardino pubblico Foundries’ Gardens di Nantes (Francia), un’area botanica di 3.200 mq ospitata nei padiglioni ristrutturati della vecchia fonderia;
- Elm Park, complesso di edifici a uso pubblico e privato progettato per essere il “polmone verde” della capitale irlandese Dublino, grazie all’utilizzo di tecniche architettoniche e materiali costruttivi che ne minimizzano l’impatto ambientale e il consumo energetico;
- il Green Belt a Tripoli (Libia), 700 ettari di cintura verde metropolitana intorno al cuore della città;
- il Brooklyn Bridge Park (Stati Uniti), in corso di realizzazione, che avrà l’obiettivo di preservare il lungofiume dell’East River grazie a sistemi di raccolta dell’acqua piovana e al reimpiego di materiali recuperati.

Modelli per la città intelligente:
- il Digital Water Pavilion di Saragozza (Spagna), progettato in occasione dell’Expo 2008, in cui, grazie all’uso dell’acqua come elemento architettonico, è stato possibile creare un piacevole microclima eliminando completamente l’uso dell’aria condizionata;
- a Madrid, il singolare progetto dell’ “albero-aria” Ecoboulevard, una struttura leggera e smontabile, costruita per lo più con materiali riciclati, che utilizza pannelli fotovoltaici per creare energia elettrica e illuminare gli spazi circostanti;
- sempre in Spagna con il Madrid Rio, un parco lineare che costeggia per più di dieci chilometri il fiume Manzanarre, con 8.360 alberi e numerosi percorsi pedonali e ciclabili sorti al posto di una vecchia circonvallazione;
- il quartiere Portello a Milano, oggetto di una riqualificazione delle aree a ridosso dell’ex edificio fieristico, diventate ora spazi pubblici (due piazze e un parco urbano) collegati da una rete di percorsi pedonali;

Esempi di città inclusiva:
- il Piano di urbanistica sociale per la rivitalizzazione dei quartieri più degradati di Medellin, in Colombia, dove sono stati realizzati spazi ed edifici a servizio della comunità (biblioteca, giardino botanico, centro culturale, museo della tecnologia);
- il Superkilen Master Plan di Copenaghen, che ha creato nel quartiere più multiculturale della Danimarca una piazza di 800 mq in cui gli elementi architettonici e i colori omaggiano le 60 nazionalità che qui vivono e lavorano;
- il South east coastal Park, invece, ha portato sulla spiaggia di Barcellona (Spagna) un auditorium, spazi per attività e attrazioni all’aperto;
- il Caixa Forum a Madrid (Spagna), edificio che ospita l’omonimo museo e centro culturale nell’ex stazione di conversione dell’energia elettrica;
- il torinese Centro polifunzionale Snos, sorto nell’area delle Officine Savigliano e affacciato sul parco del fiume Dora, che oggi accoglie attività commerciali, ristoranti e unità abitative.

Per tutti i tre mesi di durata della mostra, il tema della rigenerazione urbana sostenibile sarà al centro di momenti di confronto e dibattito tra architetti, urbanisti, economisti, giuristi, amministratori, sociologi.

Fa parte della Biennale Cappochin anche il grande “Tavolo dell’architettura”, la tradizionale “vetrina” che espone i migliori progetti selezionati nell’ambito del Premio internazionale “Barbara Cappochin” (vinto quest’anno da Fabrizio Barozzi e Alberto Veiga per il progetto del nuovo Centro di promozione della D.O.C. “Ribera del Duero” a Roa, in Spagna). La struttura, il cui progetto porta  la firma di Michele De Lucchi, è realizzata da Ar.te e sarà visitabile fino al 13 febbraio 2012 a Padova, nella centrale piazza Cavour.

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La Biennale “Barbara Cappochin” è  promossa dalla Fondazione “Barbara Cappochin” e dall’Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Padova insieme al Comune di Padova, realizzata in collaborazione con la Regione Veneto, l’Unione internazionale degli Architetti (U.I.A.) e il Consiglio nazionale Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (C.N.A.P.P.C.).
Il fine della Fondazione “Barbara Cappochin” è di mantenere vivo il ricordo di Barbara, giovane studentessa della Facoltà di Architettura I.U.A.V. di Venezia, anche attraverso la promozione della qualità nell’architettura.

www.barbaracappochinfoundation.net
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